AFRICA

Repressione in Camerun contro gli anglofoni, una ventina di morti

Africa ExPress
Yaoundé, 7 ottobre 2017

Anche i vescovi della conferenza episcopale di Bamenda, che raggruppa le diocesi delle due regioni anglofone del Camerun, hanno condannato le barbarie e l’uso di fucili da parte delle forze armate del Paese durante le proteste dei cittadini della scorsa settimana.

Non si conosce ancora il numero esatto dei morti, alcune fonti parlano di dieci persone uccise, altre affermano che siano diciasette, Amnesty ritiene che siano almeno venti; non si sa nemmeno quante persone siano rimaste ferite e quante siano state arrestate.

Migliaia di cittadini anglofoni camerunensi si sono riversati nelle strade e nelle piazze lo scorso 1° ottobre per proclamare “simbolicamente” l’indipendenza, malgrado il coprifuoco imposto dal governo. Bernard Okalia Bilia, governatore della regione nel sud-ovest del Camerun, al confine con la Nigeria, aveva annunciato la scorsa settimana la chiusura delle frontiere terrestri e marittime, divieto dei trasporti interurbani e la circolazione di moto-tassì; ha imposto anche la cessazione delle attività di bar, ristoranti, night-club e raggruppamenti oltre le quattro persone in luoghi pubblici, dal 29 settembre al 2 ottobre 2017.

Manifestazione degli anglofoni a Bamenda, Camerun

Ora diversi testimoni oculari affermano che nelle città di Bamenda, Buea, Ndu, Tombel e Kumbo (capoluogo del dipartimento di Bui), degli elicotteri avrebbero sorvolato a bassa quota le manifestazioni, sparando gas lacrimogeno contro la popolazione. Attivisti per i diritti umani hanno fatto sapere che a Kumba, capoluogo del dipartimento di Meme, uno dei velivoli in volo avrebbe sparato contro una bambina di dodici anni

Il portavoce delle forze armate, Didier Badjeck, afferma, invece, che gli elicotteri sarebbero stati impiegati solamente per la sorveglianza. Mentre Bilia ha fatto sapere che alcuni manifestanti avrebbero teso un agguato ad alcuni militari a Kumba, costringendoli ad aprire il fuoco per difendersi.

Le proteste nelle regioni anglofone sono iniziate poco meno di un anno fa, quando gli insegnanti sono insorti contro l’introduzione della lingua francese nelle scuole (http://www.africa-express.info/2016/11/23/camerun-proteste-degli-anglofoni-che-si-sentono-emarginati-rispetto-ai-francofoni/).

Il Camerun ha dieci Regioni autonome, otto delle quali sono francofone. Solamente in due si parla l’inglese. All’inizio del ‘900 il Paese era una colonia tedesca. Dopo la prima guerra mondiale nel 1919, è stata divisa tra i francesi e gli inglesi, secondo il mandato della Lega delle Nazioni. La parte francese era molto più ampia e aveva come capitale Yaoundé, mentre quella inglese comprendeva la Nigeria e si estendeva fino al Lago Ciad, con capitale Lagos. Gli inglesi erano poco presenti in questa regione, perché la loro attenzione era concentrata sui territori dell’attuale Nigeria.

Con l’indipendenza, ottenuta nel 1961, le due sezioni inglesi e quelle francesi sono state riunite per formare un unico Stato, l’attuale Camerun, ma finora le parti hanno sempre mantenuto un alto grado di autonomia.

 

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maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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