AFRICA

Togo: pugno di ferro di Gnassingbè bloccato l’accesso a internet

Dal Nostro Corrispondente
Franco Nofori
Mombasa, 8 settembre 2017

Appare sempre più difficile per molti leader africani rinunciare al potere, anche quando simulacri di norme democratiche non glielo consentirebbero. Farue Gnassingbè , attuale presidente del Togo, si allinea anche lui alla cultura del sopruso e dopo e dopo 38 anni di incontrastato e sanguinoso dominio del padre, Eyadéma, e 17 dei suoi, vuole trattenere in mano il potere, benché la norma costituzionale glielo proibisca (http://www.africa-express.info/2017/08/22/togo-7-morti-e-decine-di-feriti-magnassingbe-non-rinuncia-al-potere/)

Dimostrazioni a Lomè

Ormai da mesi, nella capitale Lomè, vi sono scontri quotidiani tra le forze dell’ordine e i dimostranti che chiedono, in pieno diritto, il ripristino del disposto costituzionale varato nel 1992, in aperto spregio del quale Farue Gnassingbè, ha già detenuto il potere ben oltre i termini consentiti. Ma l’erede del regime feudale, che di fatto si è instaurato in Togo, non ne vuole proprio sapere e oltre che a soffocare con la forza le proteste dell’opposizione, si è ora anche risolto a renderla muta, bloccandogli l’accesso a internet.

Vale a dire che, in esecuzione a questo disposto, l’informazione in Togo sarà  veicolata soltanto attraverso i media locali, che hanno già ampiamente dimostrato di essere asserviti al potere. Non più scambi di opinioni, quindi, attraverso i vari social network, whatsapp ed anche le semplici e-mail. Con questa trovata l’ultimo “erede al trono” del Togo, conta di rafforzare il suo proposito di restare in carica sino al 2030 per festeggiare 68 anni di potere della famiglia Gnassingbè e giungere a sfidare anche la più più famosa testa coronata del mondo: quella della regina Elizabetta d’Inghilterra.

Il presidente Farue Gnassingbè alla Casa Bianca ricevuto dal presidente Obama e dalla moglie Michelle

Secondo vari osservatori, alle ultime dimostrazioni organizzate nella capitale Lomè, avrebbero partecipato oltre trecentomila persone rendendo estremamente difficile il loro controllo da parte delle forze di polizia che dopo nutriti e ripetuti lanci di lacrimogeni, ha dovuto retrocedere lasciando il campo ai dimostranti.

Ma a tutto questo Farue Gnassingbé si mostra indifferente, certo di avere il pieno sostegno del suo apparato governativo che con lui condivide tutti gli alti privilegi negati al resto della popolazione.

Il presidente del Togo Farue Gnassingbè

Gli esperti della geopolitica internazionale, non sono d’accordo però questo ottimismo: molti sostengono che se continua così il rischio di guerra civile diventa concreto. Il Paese in questo caso scivolerà nel caos e costerà al regime di Farue una fine amara ed ingloriosa. Malgrado i suoi evidenti attengiamenti anti democratici, Farue Gnassingbè, è stato sempre accolto con grandi onori da quasi tutti i capi di stato internazionali tra cui, nel 2014, lo stesso Barak Obama e papa Bergoglio, mentre Fra’ Matthew Festing, Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, fortemente impegnati nell’assistenza medica al paese africano, ha organizzato una sontuosa cena in suo onore presso il Palazzo Magistrale dell’Ordine, complimentandosi con lui per l’impegno mostrato “nel diffondere la pace e la prosperità nel paese da lui governato”.

Forte di questi autorevoli consensi, Farue Gnassingbè, si gode il suo confortevole patrimonio, personale stimato in un mliliardo e quattrocentomila dollari, di cui fanno parte lussuosi yachts a aerei privati. Il suo sogno, esattamente come quello del padre, Eyadéma, è di poter regnare sul proprio Paese a vita. Il padre non ci riuscì perché, nel pieno di questo progetto, fu stroncato da un infarto. Lui ci riuscirà malgrado il forte antagonismo del suo popolo?

Franco Nofori
franco.kronos1@gmail.com
twitter@Franco.Kronos1

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Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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