Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 31 ottobre 2015
Damian Lubuva, capo della commissione elettorale nazionale della Tanzania (NEC), ha proclamato John Pombe Magufuli, il candidato del “Chama Cha Mapinduzi” (CCM,partito da anni al potere), vincitore delle presidenziali 2015 con il 58,46 per cento delle preferenze. Edward Lowassa,il candidato del partito all’opposizione “Chandema” (Civic United Front, “CUF”) si sarebbe fermato al 39, 97 per cento.
Lowassa ha accusato i suoi avversari di aver falsificato i risultati di questa tornata elettorale: “Ci rifiutiamo di accettare questo risultato; i cittadini della Tanzania sono stati defraudati dei loro diritti democratici. I risultati reali delle urne non corrispondono con quelli annunciati dal NEC. La nostra vittoria è stata spazzata via così”. E ha aggiunto: “Secondo il conteggio fatto dal CUF, mi sarei aggiudicato il 62 per cento dei voti. Chiediamo al NEC di annunciare, senza esitazioni, che il vincitore delle elezioni presidenziali della Repubblica Unita di Tanzania è Edward Lowassa”.
Edward Lowassa è stato primo ministro dal 2005 al 2008. Ha dovuto rassegnare le dimissioni per uno scandalo finanziario
A Zanzibar, l’isola della Tanzania con una status di semi autonomia, le cose sono andate ancora peggio. Le elezioni si sono svolte domenica scorsa, parallelamente a quelle nazionali. Il risultato non è mai stato comunicato, la Commissione elettorale di Zanzibar (ZEC) ha annullato il voto. Seif Sharif Hamad, candidato del CUF, ha sostenuto: “Ho visto alcuni dati ufficiali che dimostrano la mia vittoria. Con questa revoca, si è voluto mantenere al potere il CCM. Si tratta di un vero e proprio attacco alla democrazia. Si è voluto deliberatamente creare il caos a Zanzibar”.
Giovedì, 29 ottobre 2015, Londra e Washington hanno intimato ai loro connazionali, presenti a Zanzibar, di restare negli alberghi e nelle proprie case per paura di disordini dopo l’annuncio dell’annullamento delle consultazioni elettorali. Il quaranta per cento degli oltre duecentomila turisti che visitano l’isola ogni anno sono britannici e americani.
Jecha Salim Jecha, direttore della ZEC, ha giustificato così il provvedimento: “In alcuni seggi , specialmente sull’isola di Pemba, si sono verificati dei veri e propri imbrogli, ci sono stati più voti degli aventi diritto. Dunque non ho avuto altra scelta che annullare queste elezioni”.
I governi occidentali sono seriamente preoccupati per l’invalidazione della consultazione elettorale a Zanzibar, che, secondo gli osservatori dell’ambasciata USA, dell’UE, del Commonwealth e della Southern Africa Development Community si sarebbero svolte correttamente e pacificamente. In un comunicato congiunto si sono appellati alla ZAC, chiedendo la massima trasparenza per quanto concerne l’annullamento del voto, mentre, rivolgendosi agli esponenti dei partiti, hanno sottolineato: “E’assolutamente necessario mettere in disparte i contrasti nell’interesse della Tanzania e di Zanzibar”.
Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes
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