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La Corte Penale Internazionale apre un’inchiesta sulle violenze nella Repubblica Centrafricana

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Cornelia I. Toelgyes
8 febbraio 2014
La violenza nella repubblica Centrafricana non tende a finire. Ieri mattina è stata presa d’assalto un missione dei padri comboniani a Dekoà dagli ex Seleka.  I padri sono stati chiusi in una stanza, mentre la missione è stata saccheggiata, svuotata di tutto. Sembra che non ci siano feriti. I confratelli della missione di Bangui, la capitale, hanno comunicato l’accaduto a rappresentanti del contingente francese i quali, dal canto loro, hanno preso nota, ma hanno precisato che non sarebbero intervenuti, visto che non ci sono stati feriti.

Da molte organizzazioni umanitarie viene segnalata la passività del contingente internazionale presente nel Paese (ricordiamo che oltre alle truppe francesi ci sono anche uomini della Fomac (Central african multinational force, acronimo inglese) di fronte alle violenze di cui sono oggetto soprattutto i musulmani, considerati i “ribelli”, ex-Seleka. Verso la fine del mese di febbraio, inizio di marzo arriverà anche un contingente europeo a sostegno delle truppe già presenti. Gli orrori, i massacri, gli stupri, le mutilazioni continuano, anche dopo il discorso che la presidente ha tenuto durante la cerimonia in occasione della riunificazione nazionale, tenutasi solo tre giorni fa nella capitale. La signora Catherine Samba-Panza ha dichiarato con enfasi: “Entro un mese intendo mettere in sicurezza la maggior parte del Paese. Ciascuno sarà responsabile delle proprie azioni. E’ un avviso rivolto a chi cerca di seminare zizzania e continua a promuovere disordini nel Paese”. Ieri mattina nella capitale Bangui sono stati evacuati gli ultimi “commercianti” rimasti.

Il ministro francese della difesa Jean-Yves Le Drian si recherà a Bangui mercoledì prossimo per colloqui con la signora Catherine Samba Panza, ex-sindaco di Bangui e ora presidente di transizione. E’ a terza visita del ministro nel paese dall’inizio di dicembre, cioè da quando la Francia, dietro autorizzazione dell’ONU, ha inviato le sue truppe, cercando di dare stabilità al paese e per sostenere il governo. “E’  molto probabile – precisa Le Drian in un’intervista a radio RTL – che il mandato di sei mesi dell’ Operazione Sangaris (così si chiama l’intervento delle truppe francesi) sarà prolungato. Prenderemo una decisione al mio ritorno a Parigi, dopo i colloqui con la presidente Samba Panza.

E’ di poche ore fa la notizia che il procuratore penale della corte internazionale dell’AJA, la signora  gambiana Fatou Bensouda ha aperto un’indagine sugli orrori e crimini commessi nella Repubblica Centrafricana, una faida tra anti-balaka (cristiani) e seleka (muslmani).  Questi ultimi sono stati appoggiati da mercenari del Ciad e del Sudan.

La popolazione della Repubblica Centrafricana è prevalentemente cristiana. I musulmani abitano soprattutto nelle regioni del nord, al confine con il Ciad e il Sudan. Molti di loro vivevano da generazioni nella capitale Bangui. Erano per la maggior parte commercianti. Le loro abitazioni sono state distrutte e nella capitale i cristiani si sono dati alla caccia ai musulmani. E’ stato necessario l’intervento del corpo di pace per proteggerli.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
twitter: @cotoelgyes

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maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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