Massimo A. Alberizzi
14 novembre 2013
Non è solo Filippine. Un violento ciclone ha investito il Puntland, la regione autonoma del nord della Somalia, con conseguenza disastrose. Si teme che il numero dei morti – secondo l’agenzia Garoe on line – possa raggiungere e superare quota 400. I dispersi sono centinaia.
Un comunicato del governo del Puntland parla di terribile disastro: “Piogge torrenziali, vento violentissimo e allagamenti diffusi hanno distrutto interi villaggi. Si teme per la vita dei pescatori che erano in mare al momento dell’uragano”. Il comunicato si conclude con un appello alla comunità internazionale perche invii aiuti alle popolazioni colpite.
Le forze di polizia della regione – Puntland Marine Police Forces (PMPF) – sono mobilitate per portare aiuti alla popolazione, cibo, acqua pulita, coperte e tende, ma le operazioni sono difficili per il crollo di un ponte (il Midigir bridge) ieri sulla strada che collega Garowe, la capitale del Puntland con Bosaso, capitale economica e unico porto commerciale importante.
La pioggia che continua a martellare le campagne e la costa rende ancora più difficili le operazioni di soccorso. E’ molto difficile raggiungere i villaggi più lontani. Secondo Yussuf Hassan, lo stringer di Africa ExPress a Mogadiscio, le comunicazioni telefoniche (in Somalia esistono solo i cellulari) con il nord sono interrotte: “La furia degli elementi ha spazzato via parecchie antenne. Anche le automobili fuoristrada sono inutilizzabili. Hanno caricato gli aiuti sugli asini, ma nonostante ciò tutto procede assai lentamente”.
La popolazioni costiere vivono soprattutto di pesca ma quelle dell’interno di pastorizia. Intere greggi di pecore sono state spazzate via e le famiglie cui appartenevano hanno perso tutto. In Puntland esiste una sola strada asfaltata, quella che collega Galkayo a Bosaso. Costruita dagli italiani alla fine degli anni ’80 è ancora perfetta. Io l’ho percorsa (da Garoe a Bosaso) un paio d’anni fa. Il tratto Mogadiscio-Galkayo era stato affidato ai cinesi e non esiste quasi più. L’asfalto è costellato di buche, tant’è che è impercorribile ed è meglio viaggiare sulla pista che corre accanto.
Da Galkayo a Garowe non so quali siano le condizioni, ma da Garowe a Bosaso la strada italiana è perfetta e si può viaggiare a grande velocità. Ora, a parte il crollo del ponte Midigir, è semibloccata da tranchi d’albero, cespugli divelti e lanciati sulla carreggiata, rami e residui di ogni genere.
Secondo il ministro degli interni del Puntland, Abdullahi Ahmed Jama Ilkajir, i morti accertati sono 140 ma questo numero potrebbe essere raddoppiato.
Massimo A. Alberizzi
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