Sabato i cittadini dello Zimbabwe si sono recati alle urne per votare una nuova costituzione. La modifiche alla carta sono state negoziate tra lo Zanu-pf (Zimbabwe African National Union – Patriotic Front), del presidente dittatore Robert Mugabe, e l’MDC, (Movement for Democratic Change) di Morgan Tsvangirai.
In realtà sembra che le nuove norme segnino un’altra vittoria del vecchio Mugabe. E’ vero che limita i mandati del presidente a due, ma non è retroattiva. Quindi l’89nne presidente potrà candidarsi ancora per due volte e cioè dieci anni. Nonostante le sua megalomania, forse lui stesso non pensa di vivere fino a cento anni. Però, magari crede di poter battere il Guinness dei primati: primo presidente centenario.
La costituzione inoltre fissa una regola cui Mugabe è affezionatissimo: dalla redistribuzione delle terre dai bianchi ai neri (suoi amici, famigli, cicisbei e compagni di partito, gente comunque incompetente) non si torna indietro. Così il Paese potrà continuare essere saccheggiato dagli incapaci e dai corrotti.
Certo la Carta fissa nuove e più rigide norme per garantire il rispetto dei diritti umani e processi elettorali trasparenti, ma sembra che la polizia di Mugabe se ne infischi, nonostante le dichiarazioni ufficiali. Oggi sono stati arrestati diversi esponenti di organizzazioni che si occupano appunto di democrazia, diritti dell’uomo e legittimità costituzionali.
Per altro lo stesso Mugabe – fervente cattolico conservatore – ha annunciato che, nonostante l’embargo dell’Unione Europea sui viaggi che lo colpisce, volerà a Roma per l’insediamento di Papa Francesco I (il Vaticano non è nella UE) . Ogni scusa è buona per permettere alla vanesia moglie Grace, molto più giovane di lui, di fare shopping nei magazzini più eleganti, esclusivi, lussuosi e costosi del mondo. Mentre lui sarà a messa, lei la vedremo nei negozi di via Condotti.
Massimo A. Alberizzi
twitter @malberizzi
malberizzi@africa-express.it
Nella foto il presidente Robert Mugabe e la moglie Grace, molto più giovane di lui
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