IRAN

Epstein e il Mossad dietro la guerra all’Iran

Speciale Per Africa ExPress
Alessandra Fava
Milano, 5epstein file marzo 2026

Premesso che sicuramente i file Epstein sono stati oscurati, in parte censurati, emendati delle immagini più crude sugli abomini, le violenze, gli stupri, gli omicidi di bambini e bambine, fino ad atti di cannibalismo, compiuti dal miliardario, da quel che emerge è chiaro il legame tra Jeffrey Epstein e i servizi israeliani.

Epstein file

https://www.justice.gov/epstein/files/DataSet%209/EFTA00090314.pdf

Andando a leggere il file declassificato linkato qui sopra, si legge la prova cardine di una fonte sentita nel 2020 dalla FBI e giudicata credibile. La testimone chiamata a deporre su eventuali influenze sulla politica interna ed estera degli Usa, ha riferito quanto segue:

“Il professore di diritto di Harvard, Alan Dershowitz, aveva instaurato legami con studenti provenienti da famiglie importanti come quella di Jared e Josh Kushner, in quanto suoi allievi. Dershowitz avrebbe ammesso che se fosse stato giovane si sarebbe arruolato volentieri come agente del Mossad. Chi ha riferito è convinta che il professore fosse in effetti stato cooptato dal Mossad e che gli era stata affidata una qualche missione. Jeffrey Epstein era legato a Dershowitz”.

Telefonate ascoltate

“L’informatore ricorda che Dershowitz disse al giudice distrettuale della Florida, Alex Ocasta, che Epstein apparteneva sia ai servizi di intelligence americani, sia a quelli alleati. La fonte ha precisato di aver ascoltato telefonate tra Dershowitz e Epstein, durante le quali era anche riuscita/o a prendere appunti. Dopo queste conversazioni il Mossad chiamava Dershowitz per fare il punto. Epstein era anche vicino al primo ministro israeliano, Ehud Barak, che lo aveva formato allo spionaggio. Arabia Saudita, Israele ed Emirati sono alleati contro il Qatar, la Turchia, Iran e Siria. Dopo domande insistenti da parte di un soggetto (nome oscurato) la fonte maturò la convinzione che Epstein lavorasse come agente del Mossad”.

Alan Dershowitz, professore di diritto, Harvard

La relazione con i Kushner giovani, Jared Kushner, poi genero di Donald Trump e con suo fratello Josh, ai tempi del loro studentato ad Harvard, fa pensare.

La schermata delle dichiarazioni della fonte FBI su Epstein e i rapporti col Mossad

Oltre ai rapporti con l’ex primo ministro Ehud Barak, nelle mail di Epstein compare anche un alto ufficiale dell’intelligence militare israeliana (AMAN), Yehoshua Koren, che è stato ospitato almeno tre volte dal miliardario stesso nel suo appartamento a New York, tra il 2013 e la fine del 2015.

Morte misteriosa

Anche Robert Maxwell, imprenditore britannico ed editore, nonchè padre di Ghislaine Maxwell, la compagna di Epstein (condannata a giugno 2022 per adescamento di minori), sarebbe stato a lungo al servizio di Israele, sotto copertura.

Nato nell’Ucraina russa da una famiglia ebrea cecoslovacca, lavora in mezza Europa durante la guerra e ottiene la cittadinanza britannica, diventando editore cartaceo e televisivo, creando un impero. E’ morto misteriosamente cadendo dal suo yacht in navigazione verso le Canarie ed è seppellito sul monte degli Ulivi a Gerusalemme, in quanto, come ebbe a dire il presidente Chaim Herzog, presente al funerale, “ha servito Israele più di chiunque altro”.

Nelle mail di Epstein è emersa una versione un po’ diversa della morte accidentale di Robert Maxwell. Epstein scrive che Maxwell aveva precedentemente minacciato i servizi segreti israeliani, scrivendo che “a meno che non gli avessero dato 400 milioni di sterline per salvare il suo impero in rovina, avrebbe denunciato tutto ciò che aveva fatto per loro”.

Finanziamenti ai sionisti

Torniamo al miliardario pedofilo che qualcuno dà per vivo in quanto nei filmati della prigione dove era detenuto non appaiono le immagini del corpo portato via. Nei file si trova anche traccia di finanziamenti e legami di Epstein con Friends of Israel Defense Forces (FIDF), cui fece una donazione di 25 mila dollari e Jewish National Fund (JNF) cui regalò 15 mila dollari. Quest’ultimo supporta le attività dei coloni in Cisgiordania e annovera raccolte fondi per le brigate più attive nelle violenze e torture contro i palestinesi.

Prendiamo nota che secondo il New York Times, il dipartimento di giustizia ha oscurato 50 pagine relative alla denuncia di una donna contro il presidente americano, Donald Trump, che accusa di violenze nelle case di Epstein quando lei era minorenne, e che il Dipartimento ha ammesso di aver escluso immagini troppo crude di morte e pedopornografia e di aver ancora al vaglio 2 milioni di file. Forse i documenti ancora secretati potrebbero riservare qualche sorpresa.

Infatti i Clinton chiedono che Trump venga sentito e deponga come hanno fatto loro, pur tra qualche “non ricordo”.

Il presidente USA, Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu

Vivo o morto, da Epstein arriviamo ai giorni nostri, con uno scoop di Axios secondo cui, dopo varie telefonate tra Benjamin (chiamato anche Bibi) Netanhyau e Trump, in una conversazione telefonica del 26 febbraio, Bibi avrebbe affermato che il presidente iraniano Khamenei stava preparando una riunione segreta con i principali consiglieri e che quello era il momento per agire.

Succube di ricatti

E, venerdì 27 febbraio, Trump avrebbe dato l’ordine definitivo alle ore 15:38. Poi,11 ore dopo sono piovute le prime bombe israeliane e a seguire quelle USA sull’Iran. I fans Maga pensano e dicono che Trump sia succube di Israele e forse anche dei ricatti sul caso Epstein.

Certo non é chiaro il perché Trump sia l’unico presidente che ha dichiarato guerra all’Iran, andando dietro a Israele, scelta rifiutata dai precedenti presidenti. Tanto più, osservano i media statunitensi, Trump si era autoproclamato presidente della pace e aveva promesso al movimento Maga che non avrebbe fatto nessuna guerra, anzi le avrebbe interrotte tutte.

L’ultima mossa disperata sarebbe restringere i meccanismi delle elezioni di Mid term con la scusa che la Cina avrebbe interferito nelle elezioni del 2020: secondo Washington Post c’è già una bozza di ordine esecutivo per rendere obbligatoria l’identificazione degli elettori e vietare il voto per corrispondenza.

Alessandra Fava
alessandrafava2015@libero.it
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Alessandra Fava

Giornalista dal 1989, per lo più freelance. Ha scritto per Diario della settimana, Manifesto, Io donna, Marie Claire. Ha lavorato all'Ansa per 16 anni seguendo anche i processi del G8 2001 genovese. Esperta di Medio Oriente.

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