GHANA

Israele blocca in aeroporto tre cittadini del Ghana: rappresaglia di Accra

del Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
9 febbraio 2026

Lo scorso dicembre, 7 cittadini del Ghana sono stati trattenuti senza spiegazioni all’aeroporto internazionale di Ben Guriel di Tel Aviv. Tra i ghaniani fermati, c’era anche una delegazione ufficiale di 4 persone che avrebbero dovuto partecipare a una conferenza sulla Cyber security nello Stato ebraico.

I membri della delegazione ghanese sono stati rilasciati dopo 5 lunghe ore, mentre gli altri tre sono stati rispediti a Accra con il primo volo disponibile.

Il ministero degli Esteri del Ghana ha condannato l’episodio, apostrofandolo come “traumatizzante e disumano”. E il governo di Accra, indignato, in una dichiarazione ha protestato contro il comportamento della controparte israeliana, ritenendo che i propri cittadini siano stati deliberatamente presi di mira.

Rappresaglia del Ghana

Ma il 10 dicembre c’è stata una risposta concreta del Paese africano le cui autorità, per rappresaglia, hanno negato l’ingresso nel Paese a tre cittadini israeliani appena atterrati all’aeroporto internazionale della capitale. Sono stati espulsi seduta stante e rinviati al mittente. Con tale mossa di ritorsione la controversia diplomatica tra i due governi si è inasprita ulteriormente.

Kotoka, aeroporto internazionale del Ghana

“Il governo del Ghana è stato costretto ad attivare un’adeguata azione di reciprocità, espellendo tre israeliani arrivati oggi in Ghana a seguito del maltrattamento e dell’espulsione ingiustificata di tre ghanesi”, ha dichiarato il ministro degli Esteri del Ghana, Samuel Okudzeto Ablakwa.

Israele accusa ambasciata del Ghana

Dal canto suo Israele ha negato di aver preso di mira specificamente cittadini del Ghana. Ha insistito sul fatto che le proprie azioni sarebbero state conformi al diritto internazionale. Tel Aviv ha poi incolpato l’ambasciata ghanese per non aver collaborato adeguatamente durante il processo di espulsione. Vicenda contestata a sua volta da Accra.

Insomma un tira e molla da entrambe le parti. La questione si è risolta a livello diplomatico. E infine il ministro degli Esteri del Ghana ha fatto sapere che Israele si è scusato ufficialmente per quanto accaduto.

Critiche per genocidio

Non è chiaro cosa ci sia davvero dietro tutta questa storia, prima o poi si saprà. Tuttavia lo Stato ebraico è sempre più criticato da molti Paesi del continente africano per le “azioni punitive” nei confronti dei palestinesi nella Striscia di Gaza, dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

Eppure il Ghana è sempre rimasto abbastanza neutrale per quanto riguarda la guerra in Medioriente. Al contrario del Sudafrica, che, insieme a una coalizione di Stati ha portato Israele alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja con l’accusa di genocidio. Solo pochi giorni fa Pretoria ha dichiarato l’ambasciatore israeliano accreditato nel Paese come persona non grata. Secondo il ministero degli Esteri avrebbe “insultato” il presidente, Cyril Ramaphosa, e violato ripetutamente le norme diplomatiche.

Relazioni con Israele dal 1958

Va poi ricordato che il Ghana è stato il primo Paese africano a aver stabilito relazioni diplomatiche con lo Stato ebraico nel lontano 1958, anno nel quale l’allora ministro degli Esteri israeliano, Golda Meir si era recata in visita ufficiale a Accra, ed era stata ricevuta dal presidente ghanese dell’epoca, Kwame Nkrumah.

Qui il video della visita di Golda Mair in Ghana
https://jfc.org.il/en/news_journal/58303-2/93341-2/

Golda Meir, l’allora ministro degli Esteri israeliano e, Kwame Nkrumah, primo presidente del Ghana indipendente

Dietro richiesta dell’Organizzazione dell’Unità Africana (oggi Unione Africana), i rapporti con Israele sono stati interrotti nel 1973 a causa della guerra Yom Kippur. Ma già nel 1996 il Ghana aveva riaperto la sua rappresentanza diplomatica a Tel Aviv, mentre Israele nel 2011 a Accra

Grazie alla riapertura delle missioni diplomatiche, la cooperazione tra i due Paesi è notevolmente aumentata.

Cornelia Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
X: @cotoelgyes
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Vuoi contattare Africa ExPress? Manda un messaggio WhatsApp con il tuo nome e la tua regione (o Paese) di residenza al numero
+39 345 211 73 43 

Ci si può abbonare gratuitamente ad Africa Express sulla piattaforma Telegram al canale https://t.me/africaexpress
e sul canale Whatsapp https://whatsapp.com/channel/0029VagSMO8Id7nLfglkas1R

Cornelia Toelgyes

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.

Recent Posts

Guerra dell’oro in Sud Sudan: trucidati 70 civili in una miniera

Speciale per Africa ExPress Cornelia I. Toelgyes 31 marzo 2026 Ci risiamo. Come abbiamo già…

6 ore ago

Israele pensava di poter fomentare una ribellione all’interno dell’Iran. Sbagliava di grosso

Dal New York Times Mark Mazzetti*, Julian E. Barnes**, Edward Wong*** e Ronen Bergman**** Washington/Tel…

1 giorno ago

Distruzione e morte: in Libano si rischia una nuova Gaza

Speciale per Africa ExPress Davide Banfi* 29 marzo 2026 Israele prepara una zona cuscinetto fino…

2 giorni ago

Iran: smentite, conferme e bombardamenti incrociati impediscono la pace

Speciale Per Africa ExPress Fabrizio Cassinelli 28 marzo 2026 Nella guerra di Usa e Israele…

3 giorni ago

Queshm, il prezioso isolotto incastrato nello stretto di Hormuz

Speciale per Africa ExPress Novella di Paolo 28 marzo 2026 Visto dall'alto sembra un delfino…

4 giorni ago

Il Sudan esplode: carestia, sanità al collasso, droni, bombe. Si combatte ovunque

Speciale per Africa ExPress Cornelia I. Toelgyes 27 marzo 2026 Sono sempre più "silenziose" le…

4 giorni ago