BENIN

Benin accusa Burkina Faso e Niger, non controllano le frontiere e i jihadisti attaccano

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
15 maggio 2025

Anche in Benin gli attacchi dei terroristi si susseguono, gli ultimi risalgono al 17 aprile scorso. Due offensive simultanee dei jihadisti provenienti dal Sahel, che hanno preso di mira altrettanti avamposti militari nel nord del Paese.

Le aggressioni, la prima al Punto Triplo – zona dove convergono i confini di Benin, Niger e Burkina Faso – e la seconda vicino alle cascate di Koudou nel parco transfrontaliero “W”, non lontano dalla città di Banikoara, hanno colto di sorpresa i soldati di stanza nei campi.

Terroristi minacciano il Benin

I terroristi, arrivati in sella alle loro moto, hanno mitragliato i militari, che hanno risposto prontamente al fuoco nemico. Secondo quanto riferito da fonti governative, parecchi jihadisti sarebbero stati ammazzati, ma durante i combattimenti sono morti oltre 50 soldati beninensi. Una carneficina, rivendicata poi da JNIM (Gruppo di sostegno dell’Islam e dei musulmani).

Punto triplo

A gennaio, invece, i sanguinari terroristi avevano sferrato un altro attacco nel cosiddetto Punto Triplo durante il quale avevano ammazzato ben 40 militari. A febbraio l’esercito della ex colonia francese aveva subito un’aggressione nel parco “W”; in tale occasione sono morti 6 soldati.

Benin: “Punto Triplo”

Le autorità di Cotonou, sede del governo del Benin (la capitale del Paese è Porto Novo, dove si trova l’Assemblea nazionale), puntano ora il dito contro Ouagadougou e Niamey per la mancanza di cooperazione nel controllo delle frontiere.

Wilfried Léandre Houngbédji, portavoce del governo del Benin, a fine aprile ha lanciato una frecciatina ai suoi vicini: “Se dall’altra parte del confine ci fossero disposizioni di sicurezza almeno come le nostre, questi attacchi non sarebbero così frequenti e di tale intensità, anzi forse non accadrebbero nemmeno”.

Accuse dei golpisti

Burkina Faso, Niger e Mali sono l’epicentro del terrorismo nel Sahel. I golpisti, a capo dei governi militari di transizione di questi tre Paesi, appena arrivati al potere hanno voltato le spalle all’Occidente. Da tempo, in particolare Ouagadougou e Niamey accusano Cotonou di ospitare basi militari straniere con l’obiettivo di destabilizzarli.

Ovviamente le autorità del Benin hanno respinto le accuse al mittente cosa che ha provocato la mancanza di cooperazione ai confini con i vicini saheliani. Così i terroristi che tentano di conquistare i Paesi del Golfo di Guinea, hanno avuto via libera

Sahel: crocevia dei terroristi

Secondo l’ultimo rapporto di Global Terrorism Index pubblicato a marzo 2025, la regione del Sahel è sede di oltre la metà di tutti i morti per terrorismo nel mondo nel 2024. Per il secondo anno consecutivo il Burkina Faso è il Paese più colpito a livello internazionale, mentre il Niger si posiziona al quinto posto.

Cornelia Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
X: @cotoelgyes
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Attacchi dei terroristi in Benin

Cornelia Toelgyes

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.

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