AFRICA

Rivoluzione antimalaria: iniziata in Uganda la prima e più grande campagna di vaccinazione

Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
29 aprile 2025

Il ministero della Salute ugandese, con il supporto dei partner, ha distribuito 2,278 milioni di dosi di vaccini contro la malaria. I farmaci salvavita sono stati consegnati in 105 distretti ad alta e moderata trasmissione della pericolosa malattia.

Le vaccinazioni sono iniziate nel distretto di Apac, nel centro nord dell’Uganda. Questa è un’area con il più alto numero di punture di zanzara: oltre 1.500 per persona all’anno.

Il video del World Malaria Day 2025 (Courtesy: Ministry of Health, The Republic of Uganda)

Prevenzione efficace

“L’introduzione del vaccino segna una pietra miliare significativa nella nostra lotta contro la malaria – ha affermato la ministra della Salute, Jane Ruth Aceng Ocero -. “Si prevede che quotidianamente preverrà almeno 800 casi di malaria grave tra i bambini”.

La malattia pesa anche sulle finanze delle famiglie. Per la cura in caso di malaria grave spendono circa 15.000 scellini (3,60 euro), un elevato peso economico. Una cifra che corrisponde al circa il 15 per cento del reddito familiare.

Il vaccino R21/Matrix-M

Il farmaco contro la malaria utilizzato nell’ex colonia britannica è il R21/Matrix-M. Viene somministrato in quattro dosi a 6, 7, 8 e 18 mesi, e sarà inizialmente destinato a 1,1 milioni di bambini di età inferiore ai due anni.

L’immunizzazione contro la malaria viene effettuata con il sostegno di Vaccine Alliance (Gavi) e dei partner UNICEF, Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO-OMS)  e PATH e R21/Matrix-M è il secondo vaccino approvato dall’OMS dopo RTS-S (Mosquirix) autorizzato nel 2015. Il Mosquirix, dal 2019, è stato utilizzato anche in Kenya, Camerun, Sud Sudan, Ghana e Malawi

“L’arrivo del vaccino contro la malaria segna un importante passo avanti nella ricerca contro la malattia” – ha dichiarato Julia Mwesigwa, responsabile della ricerca presso PATH -. “Il farmaco usato con altri strumenti di prevenzione della malaria esistenti, si prevede che cambierà le carte in tavola. Riduce significativamente la mortalità e la morbilità infantile”.

Come si sviluppa la malaria

Malattia letale

Secondo dati OMS del 2023, la malattia, chiamata anche paludismo, in Uganda è responsabile del 22 per cento ricoveri ospedalieri e del 6 per cento dei decessi. Nello stesso anno, l’ex colonia britannica era tra i primi cinque Paesi africani con il maggior numero di casi di malaria. Gli altri sono Nigeria, Repubblica Democratica del Congo (Congo-K), Etiopia e Mozambico.

La zanzara Anofele mentre succhia il sangue, con la saliva veicola il Plasmodium falciparum. Questo parassita è il più pericoloso dei quattro Plasmodium che negli esseri umani trasmettono la malaria.

Il paludismo è la più diffusa fra tutte le parassitosi. Il suo quadro clinico di malattia febbrile acuta si manifesta con segni di gravità diversa a seconda della specie infettante.

La malaria è la principale causa di malattia e morte dei bambini in Uganda. Si stima che in tutto il Paese ogni anno provochi 12,6 milioni di casi e 16 decessi al giorno.⁶

Areale della zanzara Anofeles

Seicento mila morti all’anno

I casi di malaria nel mondo, nel 2023 secondo dati dell’OMS, sono stati 263 milioni. I decessi quasi 600.000 in 83 Paesi. La maggior parte delle vittime però sono in Africa: il 94 per cento dei casi e il 94 per cento dei morti. Soprattutto bambini sotto i cinque anni.

Il Plasmodium, ha una grande capacità di adattamento. Questa caratteristica, purtroppo, rende inefficaci tutti i farmaci contro la malaria utilizzati fino ad oggi.

Crediti immagini:
– Ciclo vitale plasmodi
Di Elaborazione dall’originale a cura di Maximixhttp://www.dpd.cdc.gov/dpdx/, Pubblico dominio, Collegamento

– Areale della zanzara anofele
Di U.S.CDC, Pubblico dominio, Collegamento

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com

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@sand_pin
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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