MAROCCO

L’ira dell’Algeria contro la Francia per il sostegno al piano del Marocco sul Sahara Occidentale

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
1° agosto 2024

In occasione della Festa del Trono, che è stata celebrata lo scorso 30 luglio, oltre a porgere gli auguri a Mohammed VI, re del Marocco da 25 anni, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato ufficialmente il sostegno di Parigi al piano di autonomia e sovranità di Rabat sul Sahara Occidentale. E ha aggiunto: “Per il momento è l’unica base per raggiungere una soluzione politica equa, duratura e negoziata, in conformità con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

Mohammad VI, re del Marocco

Il vasto territorio desertico, ricco di fosfati, e il suo mare, tra i più pescosi del mondo, fanno gola al regno nordafricano, pertanto Rabat è disposto a concedere lo status autonomo dei territori, ma sotto la sovranità marocchina.

Così martedì per reagire ad sostegno della Francia al piano del Marocco, il governo algerino ha ritirato il proprio ambasciatore accreditato a Parigi. Algeri, da anni non ha più relazioni diplomatiche con il Marocco (le frontiere terrestri sono chiuse dal lontano 1994) e appoggia le rivendicazioni del Fronte Polisario (Frente Popular de la Liberciòn de Saguia-El Hamra y Rio de Oro) che chiede l’indipendenza del territorio dell’ex colonia spagnola del Sahara Occidentale.

Dimostrazione del Fronte Pelisario nel Sahara occidentale

In una nota trasmessa dal ministero degli Esteri di Algeri e diffusa da  Algeria Press Service si legge: “Il governo algerino ha deciso di ritirare il proprio ambasciatore presso la Repubblica francese, con effetto immediato. La rappresentanza diplomatica è ora affidata all’incaricato d’affari”. Il comunicato denuncia anche grande leggerezza e disinvoltura di Parigi nell’aver preso una simile decisione, che in passato nessun altro governo francese aveva ritenuto opportuno prendere.

Ieri sera Parigi ha fatto sapere di aver preso atto della decisione di Algeri senza ulteriori commenti. Una fonte diplomatica francese ha sottolineato che il suo Paese continuerà a approfondire le relazioni bilaterali con l’ex colonia.

Ministero degli Esteri algerino

La rabbia di Algeri potrebbe far saltare la visita del presidente Abdelmadjid Tebboune, in Francia, viaggio programmato da tempo.

Re Mohammed VI, invece, ieri, nel ringraziare Macron per il sostegno di Parigi, ha invitato ufficialmente il presidente francese per una visita di Stato in Marocco.

Il Sahara Occidentale è abitato prevalentemente dalla popolazione saharawi, già in lotta in passato per l’indipendenza, che nel 1975 ha posto fine all’occupazione spagnola del Sahara Occidentale.

Dopo la decolonizzazione di Madrid, Marocco e Mauritania avevano rivendicato diritti sui territori e li avevano occupati. Nel 1979 (dopo 4 anni di guerra) Nouakchott aveva rinunciato alle sue pretese e firmato un accordo di pace con il Fronte Polisario, ma il Marocco aveva immediatamente occupato la porzione di territorio che era stata lasciata dai mauritani.

Il Fronte da allora continua le sue battaglie contro il Marocco per l’indipendenza. Nel 1980 Rabat ha iniziato la costruzione di un muro lungo 2.700 chilometri, che divide il regno dalla zona del Sahara controllata dal Polisario.

Brem, il muro di sabbia costruito dal Marocco nel Sahara occidentale

Dopo quasi 30 anni dalla proclamazione del cessate il fuoco, firmato nel 1991 sotto l’egida dell’ONU, le tensioni tra Rabat e il Fronte Polisario, non sono mai terminate definitivamente, malgrado la presenza della missione dell’ONU MINURSO, che avrebbe dovuto anche organizzare un referendum sull’autodeterminazione, che finora non si è mai svolto.

Cornelia Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
X: @cotoelgyes

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Cornelia Toelgyes

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.

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  • Io sono col Fronte Polissario e quindi anche con la posizione dell'Algeria. Giustizia sia fatta! Che Dio lo faccia!

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