28 giugno 2021
Dopo una feroce battaglia, le truppe del Tigray People’s Liberation Front hanno ripreso il controllo della loro capitale Makallé. La offensiva della resistenza all’invasione dei governativi non ha sorpreso gli osservatori giacché gli irregolari recentemente avevano intensificato le loro azioni di guerriglia.
Negli ultimi giorni le truppe di Addis Abeba erano apparse piuttosto irrequiete e nervose e avevano messo in atto violente azioni che sembravano di rappresaglia, come il bombardamento indiscriminato contro civili al mercato di Togoga o l’attacco a un team medico di MSF che stava portando aiuti alla popolazione colpita oltre che dalla guerra anche dalla carestia.
La conferma ad Africa ExPress è arrivata da un gruppo di giornalisti appena usciti dall’Etiopia. Notizie non confermate parlano anche di diserzioni di massa in seno alle truppe governative.
Forse anche per questo motivo oggi pomeriggio il governo ha dichiarato un cessate il fuoco immediato e unilaterale. il tutto il Tigray dopo quasi otto mesi di conflitto e mentre centinaia di migliaia di persone affrontano la peggiore arestia del mondo in un decennio. .
La dichiarazione riportata dai media statali è arrivata poco dopo che l’amministrazione provvisoria del Tigray, nominata dal governo federale, è fuggita dalla capitale regionale, Mekele. Ufficialmente la dichiarazione di cessate il fuoco è stato posto per motivi umanitari ma la decisione sembra propio dovuta alla necessità di nascondere la debacle militare.
Il cessate il fuoco “consentirà ai contadini di coltivare la loro terra, aiutando i gruppi a operare senza alcun movimento militare e ad impegnarsi con i resti (dell’ex partito al governo Tigray) in cerca di pace”, afferma la dichiarazione dell’Etiopia. aggiungendo un particolare bellicoso: “Continuano gli sforzi per assicurare alla giustizia gli ex leader tigrini”. In altri termini tregua sì, ma la guerra continua.
Africa ExPress
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