Nella mappa i luoghi degli attentati jihadisti del 1° dicembre e nella notte tra il 2 e 3 dicembre 2019
Sandro Pintus
Firenze, 5 dicembre 2019
Dopo la strage di domenica scorsa contro una chiesa protestante che ha causato 14 morti, i jihadisti continuano ad attaccare in Burkina Faso.
Due assalti sono stati registrati nella notte tra lunedì 2 e martedì 3 dicembre. Nel distretto militare di Bahn, nella provincia di Loroum, a Nord, sono stati uccisi tre soldati. Tra i jihadisti si contano 20 morti. Fonti dell’Agenzia France Press (AFP) riferiscono di un assalto nel distretto di Toeni, provincia di Sourou, a nord-ovest, con quattro feriti.
Con i gruppi jihadisti che si finanziano con traffici di droga e contrabbando di sigarette e petrolio la situazione del Paese sembra fuori controllo. Secondo l’UNHCR è in corso una crisi umanitaria che colpirebbe 1,5 milioni di abitanti.
Per il momento nemmeno 200 uomini delle Forze speciali francesi presenti a Kamboinsini, alla periferia di Ouagadougou, riescono a fermare il terrorismo jihadista. Nonostante il supporto di 4.500 militari francesi della missione Barkhane, operativa in tutto il Sahel.
Fino ad oggi, in una situazione complessa come quella del Burkina Faso, purtroppo ancora non si sa nulla sulla sorte di Luca Tacchetto e la sua amica canadese Edith Blais.
Luca, architetto, era partito da Vigonza, in Veneto con l’auto, per recarsi in Togo. Era andato per aiutare nella costruzione di un villaggio per la popolazione locale. Le loro tracce si sono perse il 15 dicembre 2018, a Bobo-Dioulasso, in Burkina Faso.
Africa Express dal mese di giugno ha iniziato una raccolta fondi per indagare sul rapimento di Silvia Romano in Kenya nel novembre 2018. Intende continuare le indagini su Silvia ma anche sulla scomparsa di Luca ed Edith in Burkina Faso. Vuole anche iniziare le indagini sul rapimento di Pierluigi Maccalli, sacerdote cattolico rapito a settembre 2018 in Niger, al confine con il Burkina Faso.
Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
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