Pigmei Baka, (Courtesy Survival International)
Sandro Pintus
Firenze, 28 agosto 2019
Dopo aver chiesto aiuto alla famiglia reale britannica, i pigmei Baka fanno appello alla Commissione Europea con un’accusa pesante: “Ci avete derubato della nostra foresta”.
Cosa c’entra la Commissione Europea con i Baka della Repubblica del Congo? A quanto pare c’entra eccome. Infatti, insieme al WWF, è tra i finanziatori del progetto Messok Dja, per “proteggere” una vasta area della foresta pluviale tra Camerun e Congo-B.
C’è solo un problema: quella zona è, da secoli, territorio di raccolta e di caccia dei Baka. La foresta pluviale, centinaia di anni li ha nutriti e protetti e a sua volta il popolo della foresta la custodisce e protegge.
Scrivono attraverso Survival International, ong che difende i diritti delle minoranze dalle Americhe all’Asia e all’Africa. E il popolo dei pigmei è tra questi gruppi tribali. “Abbiamo aspettato per anni una vostra visita, ma non siete mai venuti” – dicono i Baka.
Sia il WWF che la Commissione Europea sanno da molto tempo che la popolazione locale si oppone al progetto Messok Dja, ma hanno continuato a finanziarlo in violazione delle loro stesse policy.
Da decenni la foresta è “occupata” dai ranger, pagati dal WWF, che la “proteggono” a spese delle minoranze di pigmei. Le guardie forestali sono state accusate da Survival anche di omicidio e di ripetute violenze e vessazioni contro i Baka e altri gruppi tribali minori. In pratica impediscono loro di entrare nella foresta e se lo fanno, uomini, donne e bambini, senza distinzione, vengono picchiati e torturati.
Il WWF ha sempre smentito tutto nonostante le prove e le oltre duecento testimonianze raccolte da Survival. “I guardaparco finanziati dal WWF sono arrivati per la prima volta nella nostra foresta molti anni fa” – scrivono i Baka. “Ci vietano di cacciare per sfamare le nostre famiglie. Ci proibiscono di entrare nella foresta. Ci hanno detto dei confini del parco, ma nessuno è venuto a chiedere il nostro consenso. La foresta è la nostra casa”.
Intanto dopo l’inchiesta esplosiva di Buzzfeed News del marzo scorso, la Germania da deciso di congelare i fondi al WWF. L’indagine ha confermato stupri di gruppo a donne incinte, l’uccisione di un abitante del villaggio e torture ad altre persone Baka.
È emerso che il WWF ha interrotto l’indagine contro i ranger e ha cercato di insabbiare tutto. Inoltre, non ha consegnato il rapporto dell’indagine alla commissione del Congresso USA che indagava sull’utilizzo degli aiuti statunitensi per finanziare abusi dei diritti umani.
Stephen Corry, direttore generale di Survival International, ha espresso accuse pesantissime contro Commissione Europea e WWF. “Nutrono un profondo disprezzo per i Baka. Il personale della Commissione non si è neanche disturbato a uscire dal proprio ufficio per andare per le strade a parlare con loro. Ma è felice di continuare a versare milioni di euro in un progetto che sta rubando la terra dei Baka e rovinando le loro vite”.
Sandro Pintus
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