AFRICA

Sudafrica: salvo ex ministro mozambicano (frode da 1,9mld) non sarà estradato in USA

Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 27 maggio 2019

“Ho deciso che l’accusato, il signor Manuel Chang, sarà estradato in Mozambico per essere processato per i suoi presunti crimini”. Queste le parole scritte in una nota da Michael Masutha, ministro della Giustizia del Sudafrica.

In questo modo Masutha ha liquidato il problema dell’ex ministro delle Finanze mozambicano, arrestato dall’Interpol lo scorso 29 dicembre all’aeroporto di Johannesburg su richiesta USA.

L’ex ministro delle Finanze mozambicano Manuel Chang in tribunale a Johannesburg

Dopo l’arresto gli Stati Uniti ne hanno richiesto l’estradizione, per poterlo processare su crimini riguardanti la legislazione americana. Poche settimane dopo, anche il Mozambico ha richiesto a Pretoria la consegna del suo ex ministro.

Nonostante la domanda della magistratura americana sia arrivata prima, il ministro Masutha ha deciso di soddisfare la richiesta di Maputo. Lo ha fatto dopo aver considerato la questione nel contesto globale affermando che “…l’interesse giudiziario sarà meglio servito aderendo alla richiesta della Repubblica del Mozambico”.

In Mozambico c’è chi insinua, che l’African National Congress (ANC) e partito FRELIMO, al potere rispettivamente in Sudafrica e Mozambico, si stiano supportando a vicenda.

Ma la questione è un’altra. Dagli USA Chang è accusato di frode elettronica, frode di titoli, corruzione e riciclaggio di denaro a danno dei cittadini statunitensi. Secondo gli analisti un processo all’ex ministro in USA potrebbe portare alla luce dettagli sulle implicazioni di membri anziani del partito al potere.

Dal suo Paese invece l’ex ministro sarebbe accusato di aver firmato illegalmente la garanzia del prestito per il Credit Suisse di 1,9 miliardi di euro.

Inutile dire che la decisione di Michael Masutha non è piaciuta per niente agli Stati Uniti che attraverso l’ambasciata a Pretoria hanno espresso “grande disappunto”.

Il prestito, che sarebbe dovuto servire per l’ampliamento di una flotta di imbarcazioni della Ematum per la pesca del tonno, è stato utilizzato per l’acquisto di navi militari. Nelle tasche di Manuel Chang e di altre quattro persone è finito il 10 per cento del totale (190 milioni di euro).

Pescherecci della Ematum ancorati al porto di Maputo

Difficile pensare che l’attuale governo mozambicano del FRELIMO si possa mettere contro il suo ex ministro che ha distratto denaro per comprare navi per la sua Marina militare.

Inoltre non gli è stata annullata l’immunità parlamentare e, poco dopo aver toccato il patrio suolo, potrebbe tornare libero. In attesa delle elezioni nazionali del prossimo ottobre che gli restituiranno il vantaggio dell’immunità.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
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Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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