Il presidente del Botswana espelle un pastore americano anti-gay

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I.Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 21 settembre 2016

“Bisognerebbe lapidare tutti gay e tutte le lesbiche” , ha dichiarato convinto Steve Anderson, un pastore americano famoso per il suo odio verso gli omosessuali, durante il suo brevissimo soggiorno in Botswana.

Il presidente del Botswana, Ian Khama, ha dichiarato ai reporter di Reuters di aver ordinato personalmente l’arresto e l’espulsione immediata del religioso omofobo..

La scorsa settimana anche il governo sudafricano aveva dichiarato Anderson persona non grata e invitato a lasciare immediatamente il Paese.

Steve Anderson, pastore USA anti-gay

Il pastore statunitense, appartenente alla “ Faithful Word Baptist Church” in Arizona si era fatto notare per il suo odio contro gli omosessuali lo scorso giugno quando in un night club di Orlando, Florida, sono stati ammazzati barbaramente cinquanta gay. Allora Anderson aveva esclamato: “Cinquanta pedofili in meno in questo mondo”.

Khama ha preso questa drastica decisione dopo aver ascoltato le parole del pastore durante una trasmissione in una radio della capitale Gabarone.  Anderson, senza battere ciglio, ha dichiarato durante l’intervista: “Bisognerebbe uccidere tutti gay e tutte le lesbiche” e ha aggiunto: “Inoltre la Bibbia vieta alle donne di predicare nelle chiese “.Parole fortemente criticate dal presidente stesso. “Non possiamo tollerare persone che spargono odio in questo Paese; può farlo a casa sua, ma non qui”, ha sottolineato Khama.

Naturalmente Anderson ha negato l’espulsione dal Paese. “Me ne vado di mia spontanea volontà”, ha specificato. Durante la sua intervista alla radio ha affermato di aver raggiunto il Botswana proveniente dall’Etiopia.Si tratta ovviamente di pure invenzione, visto che il 13 settembre è stato sbattuto fuori dal Sudafrica e ha raggiunto il Botswana prima che le autorità competenti potessero diramare le sue generalità a tutti i punti di frontiera per evitare che entrasse in territorio botswano.

In tutta l’Africa anglofona, o quasi, sono state varate leggi draconiane contro gay e lesbiche negli ultimi anni. Basti pensare che il presidente del Gambia ha dichiarato la rappresentante dell’UE, Agnèse Guillaud, come persona non grata, motivando la sua espulsione così: “L’UE è troppo tollerante con gay e lesbiche” (http://www.africa-express.info/2015/06/07/leuropa-troppo-permissiva-con-gli-omosessuali-il-gambia-espelle-lambasciatore-dellunione/).

Anche la Nigeria nel 2014 ha varato leggi severissime contro gli omosessuali (http://www.africa-express.info/2014/01/24/nigeria-aperta-la-caccia-ai-gay-piu-importante-che-affrontare-la-guerra-alla-corruzione/).

La lista dei Paesi africani che si sono espressi contrari all’amore omosessuale è lunga, Sudafrica e Botswana sono le due mosche bianche dell’intero Continente.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it

Cornelia Toelgyes

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.

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