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Tra un tripudio di folla, accolto come un divo, Barak Obama arrivato in Kenya

Dal Nostro Inviato Speciale
Massimo A. Alberizzi
Nairobi, 24 luglio 2015

Il Jumbo Air Force 1 con a bordo il presidente americano Barak Obama è atterrato questa sera alle 8:07 all’aeroporto Jomo Kenyatta di Nairobi. Ad attendere il leader della Casa Bianca il presidente keniota Uhuru Kenyatta.

Due del pomeriggio, vialone che porta dall’aeroporto al centro di Nairobi. La gente è già assiepata sui marciapiedi e sui ponti in trepida attesa. Ma Obama passera soltanto alle 8 di questa sera. Il percorso previsto per il corteo presidenziale è stato ben risanato. Scomparse le classiche buche che crivellano l’asfalto, comparsa un’illuminazione da migliaia di watt, rimarginate le aiuole e risanati i marciapiedi solitamente sconnessi.

Basta però uscire dal tracciato presidenziale e si ricade nelle magagne di sempre, compreso un traffico mostruoso.

In cielo in mattinata hanno volteggiato diversi elicotteri, mentre dalla residenza dell’ambasciatore americano, in Muthaiga Road, di fronte agli uffici di Africa ExPress, sono usciti alcuni furgoni modernissimi con targa americana e una selva di antenne sul tetto, scortati da sconquassate auto della polizia keniota. Tutta la zona dalle 4 del pomeriggio è bloccata, lo stradone che posta all’aeroporto off limit.

Sui lati delle strade, bandiere degli Stati Uniti e del Kenya sottolineano la grande amicizia tra i due Paesi. Obama qui viene considerato un keniota, grazie al padre nato in un villaggio sul lago Vittoria. Tra l’altro la sua tribù, la luo, non è quella del presidente Uhuru Kenyatta, che è un kikuyu, ma quella del suo più feroce oppositore, Raila Odinga, che ha perso le elezioni, ben due volte, grazie ai brogli. Obama avrebbe voluto toccare Nairobi nel suo ultimo viaggio africano, ma aveva rinunciato perché sia Kenyatta sia il suo vicepresidente William Ruto, all’epoca erano incriminati dal tribunale internazionale, per aver fomentato violenze politiche. Kenyatta è stato assolto in istruttoria, Ruto invece è ancora sotto processo.

Massimo A. Alberizzi
massimo.alberizzi@gmail.com
twitter @malberizzi

maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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