Africa ExPress
Mogadiscio, 25 giugno 2015
Un’autobomba è esplosa ieri mattina a Mogadiscio (Somalia), uccidendo almeno dodici persone, tra le quali anche quattro militari. Obbiettivo dell’attentato è stata la vettura, per giunta blindata, sulla quale viaggiavano diplomatici degli Emirati Arabi Uniti (EAU).
L’attacco è stato rivendicato da Sheikh Abdiasis Abu Musab, portavoce delle operazioni militari dei terroristi, il quale ha spiegato ai reporter di Reuters: “Abbiamo colpito i delegati del nemico”. Hussein Afrah, un ufficiale somalo, ha precisato: “Gli occupanti della vettura blindata erano istruttori militari, nessuno di loro era armato”.
L’esplosione è avvenuta nelle vicinanze di un ospedale militare del Ministero della difesa somalo. Subito dopo è stata ingaggiata un’intensa sparatoria. Alcuni testimoni oculari hanno riferito che alcuni civili hanno trasportato le vittime nel vicino ospedale, mentre i soldati hanno sparato alcuni colpi in aria per disperdere la folla.
Nick Kay, l’inviato dell’ONU in Somalia, ha severamente condannato questo attentato e ha dichiarato di aver parlato personalmente con Mohamed Al-Othman, ambasciatore degli EAU in Somalia, che fortunatamente è rimasto illeso.
Dall’inizio del Ramadan sono state uccise almeno dieci persone, tutti funzionari del governo somalo. Gli Al-Shabaab hanno mantenuto ciò che avevano annunciato poco prima del mese di digiuno: “Durante il Ramadan intensificheremo le nostre offensive”.
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