I morti di ebola superano quota mille, la Korean Air cancella i voli per il Kenya

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Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 15 agosto 2014
Il Kenya, è un Paese non colpito dal virus ebola, eppure la Korean Airlines Co ha annunciato che dal 20 agosto 2014, per evitare l’espandersi del virus killer, sospenderà i collegamenti con Nairobi, l’unica destinazione africana della compagnia di bandiera sudcoreana. Non è stato precisato se e quando riprenderanno i voli.

Immediata la risposta dell’Organizzazione mondiale alla sanità (OMS), che, in una nota ufficiale, rilasciata ieri da Isabelle Nuttall, direttore dell’OMS per Global Capacity Alert and Response., precisa: “Il rischio di essere contagiati dall’ebola durante i voli aerei è molto basso. Al contrario di altre infezioni, come, per esempio, l’influenza o la tubercolosi, il virus in questione si trasmette esclusivamente se si viene in contatto con i fluidi corporei di una persona infetta”.

Allo stato attuale non ci sono indicazioni di restrizioni di viaggio nelle zone infette da parte dell’OMS, ma l’organizzazione consiglia a tutti i Paesi di informare i propri cittadini, che hanno intenzione di recarsi nelle zone dove sono stati riscontrati  casi di ebola, su quali precauzioni adottare per ridurre al minimo il rischio di essere contagiati.

Ora anche l’OMS, in un altro comunicato ammette che molto probabilmente il numero dei morti e delle persone contagiate ufficialmente dal virus killer è sottostimato. Non tutti i casi vengono registrati. Dall’inizio dell’epidemia a oggi i decessi dichiarati sono 1070, numero che aumenta di giorno in giorno. Ed è morto anche il missionario spagnolo, Miguel Pajares di 75 anni, nel reparto di isolamento dell’ospedale La Paz-Carlos III di Madrid. Solo lunedì scorso il ministro alla salute spagnolo ha informato la stampa che anche il missionario era sotto terapia con ZMapp, il siero sperimentale al quale, invece, stanno rispondendo positivamente i due americani contagiati, il medico Kent Brantly e la missionaria Nancy Writebo .

Sicuramente l’età avanzata dell’anziano missionario è stata un fattore determinate per la sua morte, ma dalle sperimentazioni si evidenzia anche che la terapia con ZMapp deve avere inizio subito dopo il contagio. I macacchi Rhesus su cui è stato testato si sono comportati così: somministrato durante le prime ventiquattro ore dall’infezione, il siero ha impedito la morte di tutte le scimmie trattate; quelli cui la somministrazione del farmaco è cominciata dopo quarantotto ore la scoperta del virus, la mortalità è risultata dal 50 per cento.

ZMapp è un preparato di anticorpi monoclonali utilizzati per combattere le glicoproteine dell’ebola. Originariamente gli anticorpi sono stati estratti dai topi, mentre ora, con un metodo produttivo innovativo, saranno ricavati dalle foglie del tabacco.

Pochi giorni fa il comitato etico dell’OMS ha sciolto le sue riserve circa la produzione e distribuzione ad una più vasta scala di medicinali contro l’ebola ancora in fase di sperimentazione. Infatti, diverse dosi di ZMapp sono state inviate in Liberia per essere somministrati ai medici contagiati. Margaret Chan, direttore generale dell’OMS, precisa che alcune dosi supplementari saranno portate in Liberia da esperti dell’OMS

Difficile fermare l’epidemia e contenerne la diffusione in tempi brevi. E’ scoppiata in zone tra le più povere del mondo, dove il sistema sanitario è incapace, proprio per mancanza di fondi, di provvedere alle necessità della popolazione. Dunque, un vivace interesse, anche in termini economici, da parte della comunità internazionale è indispensabile. Il rischio ebola è un problema non solo africano.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
twitter @cotoelgyes

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maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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