Categories: POLITICAUGANDA

A causa della legge anti-gay gli USA riducono gli aiuti all’Uganda

Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
21 giugno 2014
Il presidente dell’Uganda, Yoweri Musenewi, non ha firmato subito la legge anti-gay, approvata in dicembre dal parlamento. Ha istituito una commissione, cui hanno fatto parte gli scienziati più illustri del Paese. Alla fine di febbraio ha promulgato la draconiana legge, che prevede anche l’ergastolo per aggravata omosessualità.

Il presidente degli Stati Uniti d’America, Barak Obama, tra i maggiori finanziatori dell’Uganda, aveva cercato di dissuadere Museweni dal suo intento e gli ha detto chiaramente: “Se promulghi questa legge che lede i diritti umani, i nostri rapporti potrebbero subire un cambiamento di rotta”.

Sta di fatto che a fine febbraio 2014 con la firma di Musenewi la legge è diventata esecutiva: immediatamente alcuni Paesi europei, tra cui Svezia, Danimarca, Norvegia e Olanda, hanno ridotto i fondi all’Uganda. La Banca mondiale ha deciso di rinviare erogazione di un prestito di novantamilioni di dollari che Museweni aveva chiesto per migliorare il servizio sanitario del Paese.

In un comunicato, la portavoce per la Sicurezza nazionale, Caitlin Hayden Hayden ha sostenuto: “Il Dipartimento di Stato americano esaminerà attentamente le richieste di visto dei funzionari ugandesi. Chi è in qualche modo coinvolto nel non rispetto dei diritti umani, compresi quelli nei confronti di gay e lesbiche, non entra nel nostro Paese. Per il momento abbiamo sospeso anche le esercitazioni dell’aviazione, finanziate dagli USA, programmate nel Paese africano”.

Questo è un primo avvertimento, un segnale. Se la legge in questione non sarà riesaminata, gli Stati Uniti prevedono di rivedere o addirittura di annullare alcuni fondi destinati alla pubblica sicurezza e al servizio sanitario nazionale.

Solo pochi giorni fa è stato eletto come presidente dell’assemblea dell’Organizzazione delle Nazioni Unite Sam Kutesa, ex-ministro agli esteri ugandese. La senatrice USA Kirsten Gillibrand ha dichiarato questo un atto scandaloso. “Non è bello vedere un ex-ministro agli esteri di un governo che ha promulgato delle leggi contrarie ai diritti umani, occupare questa poltrona.

Cornelia I. Toelgyes
coneliacit@hotmail.it
twitter: @cotoelgyes

Sostieni il nostro giornalismo indipendente

Ogni contributo aiuta a mantenere l’informazione libera.

maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

Recent Posts

Tra corruzione, inefficienza e disservizi, in Nigeria emerge una nuova dinastia imprenditoriale: gli Chagouri

Dalla Nostra Corrispondente Blessing Akele Lagos, 18 maggio 2026 Tutto il mondo è in Nigeria,…

6 ore ago

Lo spettro dell’ebola torna in Congo-K: oltre 80 morti nel nord-est

Africa ExPress 17 maggio 2026 Ci risiamo, ebola si è nuovamente risvegliato nella Repubblica Democratica…

1 giorno ago

Le contraddizioni dell’Occidente in Medio Oriente, tra diritti umani e realpolitik

Speciale per Africa ExPress Emanuela Ulivi 16 maggio 2026 Stando ai dati di Human Rights…

2 giorni ago

Mali: sabotaggi alla rete elettrica e blocchi stradali, i terroristi continuano a sfidare la giunta militare

Speciale per Africa ExPress Cornelia I. Toelgyes 14  maggio 2026 Vivere a Bamako, la capitale…

3 giorni ago

Il cielo sopra Israele sta diventando cupo

Da Haaretz Gideon Levy Tel Aviv, 28 aprile 2026 Il 22 aprile Israele ha celebrato…

5 giorni ago

Shirin Neshat a Venezia: quando il potere ti toglie la parola

Speciale per Africa ExPress Alessandra Fava 12 Maggio 2026 Se ti perseguita una dittatura scappi…

6 giorni ago