BURKINA FASO

Traoré (Burkina Faso) chiude alla democrazia: “Non ci appartiene è roba degli occidentali”

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
9 aprile 2026

Una settimana fa, durante la sua ultima apparizione nella TV nazionale del Burkina Faso, il presidente della giunta militare di transizione di Ouagadougou, Ibrahim Troré, salito al potere nel 2022 dopo un colpo di Stato, rivolgendosi alla popolazione, ha affermato: “Dimenticatevi della democrazia, non fa per noi”.

Pur godendo di parecchio consenso in patria e in altri Paesi del continente per la sua visione panafricana e le sue aspre critiche nei confronti dell’influenza dei Paesi occidentali in Africa, molti sono rimasti di stucco per questa sua affermazione.

Partiti sciolti

Va sottolineato che qualcosa del genere era nell’aria da tempo, visto che nell’ottobre 2025 la Giunta militare ha sciolto la Commissione Elettorale Nazionale Indipendente. Stessa sorte è poi toccata ai raggruppamenti politici a febbraio di quest’anno, ma le attività di tutti partiti erano già state sospese in precedenza.

Ibrahim Traoré, presidente del governo di transizione militare in Burkina Faso

Traoré, leader del Paese, appena salito al potere, ha manifestato immediatamente il suo dissenso nei confronti dell’Occidente, in particolare verso la Francia. Ha inoltre sospeso o addirittura vietato la diffusione di parecchi giornali e emittenti internazionali, espellendo pure alcuni loro giornalisti.

Come i putschisti del vicino Mali e Niger, dopo i golpe, anche i leader burkinabè si sono rivolti alla Russia, siglando accordi commerciali e, ovviamente anche militari. Ouagadougou, Bamako e Niamey hanno poi lasciato anche definitivamente ECOWAS (Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale), creando AES (Alleanza degli Stati del Sahel). La nuova organizzazione ha pure formato un nuovo contingente di difesa comune, FU-AES (Forza unificata dell’Alleanza degli Stati del Sahel, composto da cinquemila soldati), volto alla lotta contro il terrorismo.

Mercenari russi

Africa Corps, che ha sostituito i mercenari di Wagner in vari Paesi africani, è pure presente negli Stati AES, anche se il modus operandi di questi soldati di ventura, direttamente controllati dal ministero della Difesa di Mosca, è meno appariscente dei loro predecessori, pur combattendo accanto ai militari regolari dei Paesi dove operano. In sostanza però mercenari sono e restano. I russi hanno cambiato solo la divisa. Anzi, meglio, solamente lo scudetto sul braccio.

Ma non finisce qui. Traoré e i suoi compagni del Sahel hanno sempre sostenuto, appena saliti al potere, che avrebbero dato la priorità alla lotta contro il terrorismo. Qualcuno ci ha pure creduto. Tuttavia da quando in Burkina Faso, Mali e Niger sono al potere le giunte militari, gli attacchi di JNIM (Gruppo di Sostegno all’Islam e ai Musulmani, legato a al Qaeda) e EIGS (Stato Islamico nel Grande Sahara) sono aumentati sensibilmente e molte aree non sono ancora sotto il controllo del governo centrale.

Accuse di ONG per i diritti umani

Tant’è vero, che, la ONG Human Rights Watch (HRW) in un suo recente rapporto ha puntato il dito proprio sul Burkina Faso, accusando i militari regolari di aver ammazzato più civili dei terroristi.

Militari dell’esercito del Burkina Faso

La ONG nella sua relazione, stilata nei minimi dettagli, citando testimoni oculari e fatti, ha riporta che le truppe regolari e i VDP (Volontari per le Difesa della Patria, civili reclutati per aiutare le forze di difesa e di sicurezza nella lotta contro i terroristi) tra il 2023 e agosto 2025 hanno ammazzato più civili dei terroristi

HRW denuncia la morte di oltre 1.800 persone brutalmente uccise. Tra questi 1.255, compresi 193 bambini, dalle truppe di Ouagadougou e i VDP.

Crimini contro l’umanità

Secondo HRW, il capitano Ibrahim Traoré e sei alti ufficiali del Burkina Faso, nonché Iyad ag Ghaly (fondatore di JNIM) e altri quattro capi del raggruppamento jihadista, possano essere penalmente responsabili di gravi violazioni e debbano essere oggetto di indagini, in virtù della responsabilità di comando. “Hanno commesso crimini di guerra e contro l’umanità”, ha precisato la ONG.

Ovviamente Ouagadougou respinge tutte le accuse. E il portavoce del governo,  Pingdwendé Gilbert Ouedraogo, rincalza la dose: Si tratta di un rapporto falso” e di “un intreccio di congetture e gravi accuse infondate”.  E, per screditare ancora maggiormente HRW, ha qualificato la ONG come una Organizzazione scollegata dalla realtà: “È un giornale scandalistico intriso di odio viscerale”. “Si tratta di ‘una manovra volta a minare gli sforzi del dignitoso popolo burkinabè'”, ha aggiunto infine il portavoce.

Insomma quel rapporto non è piaciuto per nulla a Traoré, che non sopporta e non tollera le critiche.

Cornelia Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
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Cornelia Toelgyes

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.

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