MAURITIUS

L’America conferma, l’Iran smentisce che Teheran abbia tentato di colpire Diego Garcia

Africa ExPress
23 marzo 2026

Gli americani confermano, gli iraniani smentiscono che l’Iran ha tentato di bombardare la base militare Diego Garcia,che si trova in mezzo all’Oceano Indiano, a 4000 chilometri dalla Repubblica Islamica. All’inizio di marzo, il premier britannico, Keir Stamer, aveva concesso agli Stati Uniti l’utilizzo dell’avamposto militare per “attacchi difensivi” contro siti missilistici iraniani.

Dopo il denunciato tentativo di colpire la base nell’arcipelago delle Chagos, Yevette Cooper, ministro degli Esteri della Gran Bretagna, ha affermato che il suo Paese continuerà a fornire sostegno difensivo contro le “minacce sconsiderate dell’Iran”. Ha però sottolineato che il governo di Londra non si lascerà trascinare in un conflitto più ampio in Medioriente.

Intanto la dinamica è ancora tutta da chiarire: se vero che siano stati lanciati questi missili, a che distanza si sono avvicinati all’isola.

Due missili iraniani

Secondo il Wall Street Journal, che cita diverse fonti ufficiali americane, Teheran avrebbe lanciato due missili balistici a medio raggio contro Diego Garcia. I vettori iraniani non hanno però colpito l’obiettivo.

Uno dei missili ha avuto un guasto in volo, mentre una nave da guerra statunitense ha lanciato un intercettore SM-3 contro l’altro, anche se non è stato possibile determinare se l’intercettazione abbia avuto successo, ha affermato il quotidiano americano.

Missili a medio raggio

Se il tentato attacco c’è stato vuol dire che la Repubblica Islamica dispone di missili balistici in grado di colpire obiettivi ben oltre i confini del Medioriente.

Ma, secondo alcuni esperti, i due fallimenti consecutivi metterebbero in discussione l’affidabilità dei sistemi iraniani a lungo raggio, nonché la loro capacità di eludere le difese antimissili occidentali.

Dopo il rapporto del Wall Street Journal, un alto funzionario iraniano ha negato ai reporter di al Jazeera di aver lanciato missili diretti a Diego Garcia. E il ministro degli Esteri, Abbas Aaraghchi, durante una intervista all’emittente americana NBC dell’8 marzo scorso, aveva dichiarato che il suo Paese ha deliberatamente imposto ai propri vettori balistici il limite di 2000 chilometri.

Muhanad Seloom, docente presso il Doha Institute for Graduate Studies, sentito dai reporter di Al Jazeera, ha però specificato che il presunto attacco iraniano “cambia i calcoli” della guerra per gli Stati Uniti. “Invertendo la traiettoria dei missili, questi potrebbero raggiungere Londra o altre città europee”, ha sottolineato il docente.

Per Washington, la base di Diego Garcia rappresenta una piattaforma praticamente indispensabile per le operazioni di sicurezza in Medioriente, Asia meridionale e Africa orientale.

Base militare Diego Garcia, in mezzo all’Oceano Indiano

Alcuni siti specializzati sostengono che tra il 25 e il 26 febbraio, prima dell’inizio dell’aggressione all’Iran, gli USA avrebbero dispiegato alcuni F-16 a Diego Garcia per proteggere la base militare da potenziali attacchi iraniani.

Base militare strategica

Agli inizi degli anni Settanta, con l’intensificarsi della guerra fredda, Londra e Washington hanno costruito a Diego Garcia, la più grande delle isole Chagos, una importante base militare che, da allora, ha svolto un ruolo essenziale nelle operazioni militari americane: è stata utilizzata per i bombardamenti in Afghanistan e Iraq e la CIA ha adoperato la struttura per deportare le persone sospette, catturate in Afghanistan dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.

Per poter realizzare la base, Londra ha espulso i duemila residenti delle tre isole abitate dell’arcipelago, che sono stati trasferiti alcuni alle Mauritius, altri alle Seychelles. In un cablogramma dell’epoca gli indigeni erano stati addirittura stati bollati come “qualche Tarzan e Venerdì”.

Nel 2019 la Corte Internazionale dell’Aja aveva accolto la richiesta della Repubblica delle Mauritius e aveva chiesto alla Gran Bretagna di rinunciare alle sovranità delle isole Chagos. Dopo lunghe trattative tra Port Louis e Londra, nell’ottobre 2023 i due governi avevano finalmente trovato un accordo.

Accordo con Port Louis

A maggio dello scorso anno, il Regno Unito ha siglato anche un altro trattato con le Mauritius per garantire il futuro della base militare Diego Garcia, strategicamente importante per Londra e Washington.

L’accordo prevede un contratto di locazione di 99 anni (prolungabili) per Diego Garcia, che garantirebbe il proseguimento delle attività della base come in precedenza. Il nuovo trattato costerà ai contribuenti britannici oltre cento milioni l’anno, mentre gli USA pagheranno le spese correnti della base.

Diego Garcia ospita circa duemila persone, per lo più militari americani.

Il disegno di legge per ratificare la nuova convenzione è attualmente all’esame della Camera alta del Parlamento del Regno Unito.

Trump aveva inizialmente criticato l’accordo, ma poi aveva affermato che era il “migliore” che Keir Starmer potesse ottenere.

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Redazione Africa ExPress

La redazione di Africa Express è formata da giornalisti che hanno visitato in lungo e in largo il continente africano e il Medio Oriente

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