MAROCCO

La Coppa d’Africa, come la secchia rapita

Dal Nostro Corrispondente Sportivo
Costantino Muscau
20 marzo 2026

“Volete la Coppa d’Africa? Venite a prendervela in Senegal!”

E’ la sfida irridente verso il Marocco di Moussa Niakhatè, 30 anni, senegalese con cittadinanza francese, difensore della nazionale calcistica di Dakar e della squadra transalpina Olympique Lione.

Coppa d’Africa

“Ma intanto chi se la tiene, fisicamente, questa Coppa? La squadra che la ha vinta sul campo, o quella che, ufficialmente, è adesso detentrice del trofeo?” domanda, tra il serio e il faceto, Augustin Senghor. 60 anni, importante dirigente del football senegalese.

Ci sarà anche in Africa, dopo 7 secoli, la ripetizione della battaglia di Zappolino, ora frazione del Comune di Valsamoggia (Bologna)?

Battaglia tra bolognesi e modenesi

Il 15 novembre 1325, soldati bolognesi e modenesi “scalzi e in ciabatte, chi brandendo una padella, chi lance, ronche e rampiconi, giavellotti e spiedi e tagliaricotte, chi la pestarola di salsicce, chi con un secchio in testa al posto dell’elmo” si scontrarono per il possesso di una “vil secchia di legno”.

Una assurda e sanguinosa battaglia (nella realtà) immortalata, nel 1622, nella letteratura dalla opera eroicomica secchia rapita (dai modenesi ai bolognesi) da Alessandro Tassoni. Nella vicenda pallonara, tutta africana, che coinvolge Marocco-Senegal, di eroico c’è poco o nulla, di comico, anzi di farsesco, quanto basta.

Revoca vittoria del Senegal

Martedì 17 marzo scorso, la Commissione d’Appello della Caf (Confederation africain de football) ha revocato al Senegal la vittoria dell’ultima Coppa d’Africa, contro il Marocco. Come gli appassionati di calcio difficilmente dimenticheranno, il 18 gennaio i Leoni della Taranga (soprannome della rappresentativa senegalese) sconfissero i Leoni dell’Atlante ( marocchini) nel “Prince Moulay Abdallah Stadium” di Rabat.

Non fu un fine di partita normale, ma drammatico o ridicolo, a seconda dei punti di vista. Al 92o minuto l’arbitro congolese, Jean Jaques Ngambo Ndala annullò un gol regolare del senegalese Sarr e 4 minuti dopo fischiò un rigore in favore del Marocco.

Fine partita discutibile

Decisione discutibilissima, a tal punto che l’allenatore del Senegal, Pape Thiaw, 45 anni, spinse i suoi uomini a lasciare il campo per protesta. Una parte andò via, un’altra si fermò sul terreno. Ci vollero almeno 15 minuti perché il re dei Leoni della Taranga, leader riconosciuto, Sadio Manè, 33 anni, convincesse i compagni a rientrare e a giocare.

Giocarono e vinsero. Con profondissimo lutto nel regno di Muhammad VI.

In realtà il giudice di gara , secondo gli esperti, avrebbe dovuto applicare l’articolo 82 e 84 del regolamento della Coppa d’Africa, secondo i quali viene dichiarato perdente per 3-0 chi abbandona il terreno di gioco.

Avrebbe dovuto sancire la sconfitta del Senegal. Invece non lo fece. E Sadio Manè alzò la Coppa, ora considerata rapita dai marocchini, che reclamarono ma non ottennero soddisfazione dalla Commissione disciplinare della CAF.

Applicazione regolamento

L’hanno avuta ora dal Comitato d’Appello della Caf, che ha preteso di applicare quanto previsto dagli articoli 82 e 84. Dimenticando che in mezzo c’è l’articolo 83 che così suona: “La squadra che non si presenta in campo con la divisa da gioco all’orario d’inizio previsto o al massimo entro 15 minuti , perderà la partita a tavolino. L’arbitro è tenuto a registrare l’assenza della squadra e riportarla nel proprio referto. Il caso verrà sottoposto al comitato organizzatore che prenderà la decisione finale”.

Ma se il signor arbitro non ha ratificato il comportamento non regolamentare dei Leoni della Taranga perché questi vengono ora privati del loro scettro? Il Marocco si è trovato spiazzato e ha reagito in modo quasi imbarazzato: “La Federazione nordafricana ha specificato che il suo approccio non era mai stato inteso a contestare la prestazione sportiva delle squadre coinvolte in questa competizione , ma unicamente a richiedere l’applicazione regolamento della competizione”. Puro linguaggio politichese, o pilatesco, un modo elegante di lavarsene mani e piedi, dopo che, però, la Federazione Reale Marocchina aveva fatto ricorso!

Invito alla calma

Intanto l’ambasciata marocchina a Dakar ha consigliato ai suoi connazionali presenti in Senegal di non esagerare con i festeggiamenti, di mantenere un profilo basso. Anche perché sono riemerse tutte le ombre sul particolare rapporto esistente fra il Marocco e Gianni Infantino, massimo responsabile del calcio mondiale.

Durissime e beffarde le reazioni senegalesi. Il quotidiano Soleil ha definito il verdetto del Caf “La blague du siècle!” barzelletta del secolo, ndr). I calciatori hanno utilizzato i social per schernire la stravolgente sentenza.

CAF toglie il titolo al Senegal

Il centrocampista del Rayo Vallecano di Madrid, Pathé Ciss,32 anni, si è espresso sua Instagram con una serie di emoji che ridono e una foto di lui che abbraccia la Coppa. Con la scritta “potete aggiungere 3 gol a favore dei piagnucoloni”.

E Sadio Manè ha postato: “Il mondo sa chi sono i veri campioni”.

Si sono mosse anche le istituzioni della Repubblica. Il capo dello Stato, Bassirou Diomaye Diakhar Faye, 46 anni, “ha chiesto al governo di fare ricorso in collaborazione con la Federazione Senegalese del calcio davanti al Tribunale dello Sport” (che ha sede a Losanna). Il governo si è mosso subito.

In un comunicato ufficiale il 18 marzo, ha parlato di tentativo ingiustificato di espropriazione, ha espresso la sua costernazione per una decisione inedita, di gravità eccezionale che va contro i principi fondamentali dell’etica sportiva. Ed esprime la sua solidarietà verso i senegalesi ancora detenuti in Marocco in seguito a incidenti verificatisi sugli spalti

Già, perché fra il pubblico e anche in campo, era successo il pandemonio. Tanto per ricordare: il giocatore magrebino Ismael Saibari, 25 anni, e i raccattapalle avevano in tutti i modi tentato di non far arrivare l’asciugamano al portiere del Senegal, Edouard Mendy, 34 anni.

A Saibari erano state inflitte tre giornate di squalifica, gli sono state ridotte a due. E cancellata la multa di 100mila dollari.

Relazioni tra Senegal e Marocco

Quanto basta – come ha scritto il giornale senegalese Quotidien “: Questa decisione rischia di avere un impatto duraturo sulle relazioni tra le due principali nazioni calcistiche africane”.

E comunque, affinché non ci fossero dubbi, Abdoulaye Seydou Sow, 55 anni, segretario generale della federazione senegalese del football, ha annunciato: ”Non ci tireremo indietro, la legge è dalla nostra parte. Questa decisione è una vergogna per tutta l’Africa, una farsa che non poggia su alcuna base giuridica. Abbiamo avuto l’impressione che la commissione non fosse lì per applicare le legge, ma per eseguire un ordine”.

Lo scontro continua e rischia di essere meno divertente della battaglia di Zappolino cantata dal Tassoni. Lì almeno si scontravano anche con ferri avvelenati, agli porri e cipollette, si assaltavano bastioni pieni di mascheroni, biscotti e vino, si saccheggiavano asini carichi di salumi. Guidati dall’eroe modenese, il conte di Culagna.

Costantino Muscau
muskost@gmail.com
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Costantino Muscau

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