GUERRE

Radar alleati danneggiati dalle bombe iraniane: gli americani non hanno il gallio per ripararli

Speciale per Africa ExPress
Sergio Pizzini*
Milano, 11 marzo 2026

I problemi relativi alla riparazione dei due radar americani, l’AN/FPS-132 in Qatar e l’ AN/TPS-59 in Bahrein, danneggiati dagli attacchi iraniani nel corso della guerra USA-Israele di questi giorni, hanno fatto, indirettamente, riferimento all’elettronica di questi strumenti, preziosi per l’avvistamento di droni o missili iraniani in avvicinamento, ed alla guida di di droni e missili contro posizioni nemiche* ed alla crisi di approvvigionamento di un materiale critico, il gallio, fornito esclusivamente dalla Cina, come le terre rare.

Qatar: l’AN/FPS-132 distrutto dai bombardamenti iraniani

Il gallio è indispensabile per la fabbricazione dell’elettronica di potenza di tutti i sistemi di arma, di avvistamento, e di direzione guidata di missili e droni usati nella guerra degli USA contro l’Iran, basata su chip di arseniuro di gallio (GaAs), nitruro di gallio (GaN) e ossido di gallio (beta Ga2O3).

Questi semiconduttori, ed in particolare l’ossido di gallio, permettono, non solo, caratteristiche di alta potenza, indispensabile per le macchine da guerra ora in uso, ma la produzione di dispositivi di emissione di fasci di radiazioni di  frequenza superiore al massimo della luce visibile, e pertanto prive di interferenza d luce visibile (solar blind).

Questa caratteristica è preziosa per i sistemi di guida di armi in condizioni diurne, quando l’interferenza della luce solare potrebbe vincolare la precisione di indirizzamento verso l’obiettivo, annullando il valore del tiro con la produzione di effetti indesiderati, vedi il centinaio di giovani vittime innocenti in una scuola iraniana.

La tecnologia di fabbricazione di questi dispositivi elettronici è la conclusione di decenni di ricerca, destinati alla fabbricazione dei materiali di base sotto forma di cristalli singoli, particolarmente critica per il nitruro e l’ossido di gallio che hanno temperature di fusione rispettivamente di 2500°C  e 1725 °C.

Sergio Pizzini*
sergiopizzini2011@gmail.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA

*Già professore ordinario di Chimica Fisica all’università degli studi di Milano. L’autore di questo scritto considera la guerra degli USA contro l’Iran una violazione assoluta di tutte le regole vigenti, e dei diritti del popolo iraniano

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