Posizione del Jebel Ali Power and Desalination Complex di Dubai (Courtesy GoogleMaps)
Sandro Pintus
26 febbraio 2026
Lungo tre chilometri giace tra la Palma Jebel Ali e la Palm Jumeirah, le due discutibili isole artificiali a forma di palma. È il Jebel Ali Power and Desalination Complex, gestito dall’Autorità per l’elettricità e l’acqua di Dubai (DEWA). È uno dei più grandi impianti dissalatori oltre che la più grande centrale elettrica a gas del mondo.
Il Jebel Ali è situato 30 chilometri a sud-ovest di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti (EAU). Il grande complesso è composto da nove impianti singoli, con una capacità installata di 8,6 gigawatt. Ma oggi, con un aggiornamento, può arrivare a produrre fino a 12,9 gigawatt di elettricità.
Innovazione, tecnologia e sostenibilità sono le parole d’ordine dell’Emirato. A queste si è aggiunta anche IA, l’intelligenza artificiale.
Il merito è anche della Divisione Generation di DEWA (DDG) che si posiziona tra i leader globali nell’adozione dell’intelligenza artificiale e di tecnologie avanzate.
È composta da team di ingegneri emiratini, in collaborazione con Siemens Energy. La DDG ha sviluppato il primo controller intelligente a doppia turbina termodinamica a gas al mondo basato su IA e apprendimento automatico.
È un sistema che ha migliorato l’efficienza e ridotto le emissioni, ed è attualmente in uso sulle nove turbine a gas. L’installazione è prevista anche su altre sei turbine.
Il dissalatore è uno dei principali motori per la fornitura di energia e acqua dell’Emirato. Nel 2021, quando produceva 9,5 gigawatt, è entrato nel Guinness dei primati come più grande impianto di gas naturale al mondo in un unico sito.
DEWA, lo scorso anno, ha aumentato la sua capacità produttiva fino a 12,9 gigawatt di elettricità e 490 MIGD (milioni di galloni imperiali al giorno) di acqua desalinizzata.
Per avere un’idea più precisa, si tratta di 2,1 miliardi di litri quotidiani. Come se sul campo di calcio di San Siro a Milano ci fosse una colonna d’acqua alta 300 metri. Anche se non esiste una cifra ufficiale, si stima che il Jebel Ali sia costato tra 5,6 e 7,4 mld di euro, uno degli impianti energetici e idrici più costosi al mondo.
In un Paese desertico con temperature elevate e senza precipitazioni, il dissalatore diventa indispensabile per dissetare i quattro milioni di abitanti.
Ma anche per l’impennata demografica. In una decade la popolazione è aumentata del 90 per cento e il turismo ha raggiunto quasi 19 milioni di visitatori (dati 2024).
Tutto questo è stato possibile grazie al petrolio. Ha permesso all’Emirato del Dubai, governato da Mohammed bin Rashid Al Maktum, di avere a disposizione immense ricchezze. Con il 9 per cento del petrolio mondiale e il 5 per cento del gas naturale è anche il maggior produttore di risorse energetiche degli Emirati.
Lo sceicco, anche vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, secondo la rivista Forbes, è uno degli uomini più ricchi del mondo. Il suo patrimonio personale è stimato tra i 14 e i 18 miliardi di dollari.
Ma il sovrano è famoso anche per uno dei maggiori progetti di energia sostenibile del mondo: il Mohammed Bin Rashid Al Maktoum Solar Park. È il più grande parco solare del pianeta realizzato in un solo sito come modello di “Produttore indipendente di energia” (IPP)
Per il Solar Park l’emiro ha fatto un investimento di 50 miliardi di AED (11,4 mld di euro). Una volta completato, entro il 2030, avrà una capacità produttiva pianificata di 5 gigawatt. A termine lavori sarà evitata l’emissione in atmosfera di oltre 6,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno.
I visionari progetti dell’Emirato sono stati premiati varie volte. L’ultimo riconoscimento al World Sustainable Travel & Hospitality Awards, ha ricevuto il premio come Migliore Città Sostenibile 2025. Ma un proverbio recita: “Non è tutto oro quel che luccica”.
(ultimo aggiornamento 26 febbraio 2026 alle 19.02)
Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
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