AFRICA

L’Africa si ribella e blocca i reclutamenti nella guerra Russia-Ucraina

 

Africa ExPress
Nairobi / Abuja, 20 febbraio 2026

I leader africani non ci stanno più. Il ministro degli Estero nigeriano, ma soprattutto quello keniano chiedeono di porre fine all’arruolamento di giovani africani per combattere in Ucraina.

Recentemente funzionari ucraini hanno dichiarato di aver trovato due nigeriani, morti lo scorso anno durante i combattimenti con i russi.

Pur non avendo confermato la morte dei due connazionali, tuttavia domenica scorsa, Kimiebi Imomotimi Ebienfa, portavoce del ministero degli Esteri nigeriano, ha dichiarato che “diversi cittadini del nostro Paese sono state vittime in zone di guerra in Paesi stranieri, dopo essere stati ingannati e costretti a firmare contratti di arruolamento militare”.

Rafforzare vigilanza consolare

Il ministero degli Esteri nigeriano ha poi sottolineato, senza nominare esplicitamente il Paese governato da Vladimir Putin, di aver chiesto alle proprie missioni all’estero di “rafforzare la vigilanza consolare e fornire servizi di consulenza tempestivi ai propri cittadini”.

Nigeriani catapultati nella guerra russa-ucraina

Secondo un rapporto pubblicato la scorsa settimana dal collettivo investigativo All Eyes on Wagner, almeno 36 nigeriani sarebbero stati reclutati dall’esercito russo, cinque dei quali già morti in combattimento.

Déjà vu in Jugoslavia

Bashir Galma, esperto militare nigeriano in pensione, non si meraviglia di questo fatto. Ha dichiarato ai reporter della BBC che si tratta di un Dejà vu: il reclutamento di nigeriani e altri africani in conflitti stranieri non è un fatto nuovo. “Anche molti anni fa, durante i conflitti in Jugoslavia, abbiamo avuto questo problema ed è triste che i nostri giovani cadano in queste trappole e perdano la vita in una guerra che non significa nulla per loro”, ha specificato.

Arruolamenti ingannevoli vanno avanti da quando è iniziato il conflitto russo-ucraino. All’inizio dell’invasione delle trippe moscovite, anche l’ambasciatore di Kiev, accreditato in Senegal, tramite un annuncio sulla sua pagina Facebook aveva scritto: “Cerchiamo volontari che desiderano combattere insieme a noi contro l’aggressione di Mosca”. Messaggio poi rimosso dal social network, dopo le proteste ufficiali del ministero degli Esteri di Dakar.

Il reclutamento dei russi è molto più subdolo. Gli annunci non menzionano per nulla l’arruolamento nelle loro truppe. Lo confermano anche le testimonianze di diversi keniani. Alcuni giovani hanno rivelato a AFP che un’agenzia prometteva loro un lavoro ben pagato in Russia, come Africa-ExPress ha riportato già in altri articoli.

Gli stipendi prospettati sono “da capogiro” per i giovani keniani disoccupati o malpagati, salari che spesso non superano le 100 euro mensili.

Secondo i keniani sentiti da AFP, tutto ha inizio in un’agenzia di reclutamento nella capitale, i cui dipendenti promettevano un lavoro ben remunerato in Russia come venditore, agente di sicurezza, atleta di alto livello e altro. Gli stipendi prospettatati oscillavano tra i 920 e i 2.400 euro al mese. I candidati pronti a partire, venivano poi inseriti in gruppi WhatsApp, dove persone che parlavano in swahili, raccontavano la loro vita idilliaca nel nuovo Paese.

Ma appena arrivati a Mosca, i ragazzi africani si trovano di fronte a una realtà ben diversa. Immediatamente vengono confiscati i documenti di viaggio, poi sono costretti a siglare un contratto in russo, redatto in caratteri cirillici, ovviamente del tutto incomprensibile per i poveracci. Infine vengono inviati sul fronte nella fila dei militari di Mosca per combattere gli ucraini.

Rapporto dell’intelligence  del Kenya

Solo due giorni fa è stato presentato un rapporto del Servizio Nazionale di Intelligence (NIS) al Parlamento del Kenya. Nella relazione si parla di almeno 1000 connazionali reclutati dai russi. Il NIS ha dichiarato che a febbraio di quest’anno, 89 kenioti erano in prima linea nel conflitto tra Russia e Ucraina.

L’intelligence del Kenya ha spiegato anche che il modus operandi del reclutamento è inquietante. E’ stato evidenziato infatti che funzionari keniani corrotti di diverse agenzie statali e personale aeroportuale avrebbero collaborato con organizzazioni criminali che operano nel traffico di esseri umani.

Oltre 1000 giovani del Kenya arruolati dai russi

Kimani Ichung’wah, leader della maggioranza al Parlamento di Nairobi (United Democratic Alliance, partito del presidente William Ruto), ha poi affermato che le agenzie avrebbero anche collaborato con il personale dell’ambasciata russa a Nairobi e della rappresentanza diplomatica del Kenya a Mosca per aiutare ad ottenere i visti russi per i giovani reclutati.

Ambasciata russa nega coinvolgimento

Ovviamente la missione di Mosca a Nairobi ha negato qualsiasi coinvolgimento del proprio personale. L’ambasciata ha poi aggiunto che, sebbene non recluti stranieri, la legge russa consente a cittadini di altre nazionalità che si trovano legalmente nel Paese di arruolarsi volontariamente nelle forze armate, cosa per altro legale in molti Paesi, compresa la Francia.

Kimani Ichung’wah ha poi spiegato che inizialmente le reclute partivano dall’aeroporto internazionale Jomo Kenyatta (JKIA) di Nairobi con visti turistici, raggiungendo Mosca con voli via Turchia o via Emirati Arabi Uniti (EAU).

Tuttavia, con l’intensificarsi dei controlli allo scalo di Nairobi, i trafficanti hanno cambiato tattica, dirottando le vittime attraverso il Sudafrica, l’Uganda e altri Stati confinanti.

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Redazione Africa ExPress

La redazione di Africa Express è formata da giornalisti che hanno visitato in lungo e in largo il continente africano e il Medio Oriente

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