Tel Aviv, manifestazione davanti a Defense Tech Expo,
Eric Salerno
19 febbraio 20026
Dal governo italiano una nuova indicazione dei comportamenti ambigui che hanno caratterizzato, da sempre, la nostra politica nei confronti della Palestina. Il mini-dibattito nell’Aula di Montecitorio intorno alle comunicazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sui recenti sviluppi relativi al “piano di pace” per la Striscia di Gaza e alla costituzione del cosiddetto Board of Peace, è stato un calibrato, non inusuale circo di dichiarazioni politiche.
I vari distinguo dei rappresentati dei partiti hanno dimostrato, ancora una volta, che nessuno ha voluto o avuto il coraggio di affrontare seriamente la questione della Palestina e della sua popolazione.
Il modo di trattare la faccenda della partecipazione o meno del nostro Paese alla nuova, assurda quasi ridicola, impresa economico-coloniale guidata dal presidente americano, ha volutamente aggirato i temi di fondo.
E’ stato solo Nicola Fratoianni, segretario e leader di Sinistra Italiana e di Alleanza Verdi e Sinistra, a ricordare che “in Cisgiordania, proprio in queste ore, è in corso l’accelerazione più impressionante degli ultimi decenni di una politica fatta di pulizia etnica, apartheid, annessione, distruzione di case, assassinii. Lei – Tajani – è venuto a dirci che condannate i coloni criminali. Ma si è dimenticato di rilevare che il governo di Israele ha appena avviato un processo di registrazione fondiaria in Cisgiordania come non accadeva dal 1967. Ci saremmo aspettati una parola su questo, ma ancora una volta lei non ha avuto il coraggio e l’onestà di pronunciare un giudizio chiaro”.
Quasi rivoluzionario rispetto agli altri il vicepresidente di Italia Viva, il partito fondato da Matteo Renzi, uomo politico da sempre ambiguo rispetto ai problemi del Medio Oriente. Da lui abbiamo sentito parole che in qualche modo dimostravano – per chi voleva capire – come l’Italia e altri Paesi dello schieramento cosiddetto occidentale, va avanti con due pesi e due misure. “Che cosa ci va a fare l’Italia al Board of peace? Dopo aver ingoiato senza battere ciglio i dazi e l’aumento del contributo alla Nato, la sudditanza e le ambiguità di Giorgia Meloni consegnano il nostro Paese a Trump. Come sempre senza proferire parola, nonostante si tratti di un board organizzato sul modello della Corea del Nord. Questo atteggiamento prono nei confronti degli Stati Uniti ha per l’Italia un prezzo altissimo in termini di credibilità internazionale”.
Le misure del governo USA sono la chiara dimostrazione che le pressioni economiche usate come arma pacifica possono metterlo in ginocchio e anche cambiare radicalmente la sue politica. L’arma del boicottaggio – da ricordare sempre – portò all’eliminazione del criminale regime dell’apartheid in Sud Africa. Contro la Russia di Putin, reo di aver invaso un altro Paese europeo, gran parte del mondo occidentale, nel tentativo, finora fallito, di mettere fine ai massacri in Ucraina. ha introdotto misure economiche
Se i nostri leader – tutti – sono veramente interessanti ad aiutare sia il popolo palestinese che quello israeliano – ebrei e arabi – sarebbe il caso che intervengano seriamente contro il governo Netanyahu. Le sue intenzioni a dir poco criminali sono più che palesi e cominciano anche a ribellarsi gli stessi israeliani ebrei che fino a poco tempo fa erano impegnati per ottenere il rilascio degli ostaggi di Hamas.
Proprio pochi giorni fa, racconta il quotidiano Haaretz, attivisti di sinistra hanno manifestato alla Defense Tech Expo, fiera internazionale dedicata al commercio di armi, presso il Centro Espositivo di Tel Aviv. Gli attivisti hanno sventolato cartelli con la scritta “Qui si esporta il genocidio” e sono entrati nell’edificio della fiera gridando che Israele è uno Stato apartheid.
“Ogni Paese e ogni azienda privata che partecipa alla conferenza o firma un accordo con aziende israeliane produttrici di armi e tecnologia sta di fatto dichiarando che il genocidio è un’opportunità redditizia per loro, che l’apartheid, la pulizia etnica e gli omicidi di massa non solo sono legittimi, ma rappresentano anche opportunità commerciali”, hanno affermato gli attivisti, riferendosi alla grande kermesse molto frequentata anche da acquirenti europei.
Eric Salerno
eric2sal@yahoo.com
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