Sistema missilistico Barak MX
Antonio Mazzeo
8 gennaio 2026
Fonti militari di Rabat confermano che è diventato pienamente operativo il sistema di “difesa” aerea e antimissile BARAK MX prodotto dalla holding industriale bellica IAI – Israel Aerospace Industries.
Rabat aveva ordinato in Israele il sistema missilistico nel 2023. Valore presunto della commessa 540 milioni di dollari.
Il BARAK MX è stato progettato per contrastare un ampio ventaglio di minacce aeree fino ad una distanza di 150 km.: velivoli senza pilota, cacciabombardieri, missili da crociera e balistici.
Secondo la testata specializzata Israel Defense, le forze armate marocchine impiegheranno il sistema missilistico come una specie di “Iron Dome” (cupola di ferro) nel deserto del Sahara, specialmente nelle aree più “sensibili” del sud del Paese.
La piena operatività del BARAK MX è stata raggiunta in tempi record perché le autorità di Rabat temono le “crescenti attività ostili” nella regione meridionale da parte di attori non statali che utilizzano droni e altre armi d’attacco guidate da remoto.
“Uno di questi gruppi armati è rappresentato dal Fronte Polisario, organizzazione separatista che opera dai campi profughi presenti nella confinante Algeria”, riporta Israel Defense, omettendo di ricordare che in quei campi vive da più di 50 anni la popolazione Saharawi espulsa con la forza dopo l’occupazione militare dell’ex Sahara spagnolo da parte del Marocco.
L’acquisto del sistema BARAK MX si inquadra all’interno delle sempre più strette relazioni diplomatico-militari tra il Marocco e Israele. La partnership si è sviluppata a seguito della firma dei cosiddetti “Accordi di Abramo” nel 2020 e non si è incrinata dopo l’attacco genocida di Tel Aviv contro i palestinesi della Striscia di Gaza.
Secondo il SIPRI, l’autorevole istituto internazionale di ricerca sui temi della pace di Stoccolma, lo Stato di Israele è divenuto il terzo esportatore di armi e apparecchiature militari al Marocco, conquistando una fetta del mercato pari al 10 per cento di tutte le acquisizioni del Regno.
Lo scorso mese di agosto, nella regione orientale del paese nordafricano, l’esercito ha testato il nuovo missile supersonico “Extra” prodotto da Elbit Systems Ltd, altra importante azienda israeliana del settore aerospaziale, con quartier generale ad Haifa.
Le forze marocchine hanno dichiarato che con l’adozione di questo nuovo sistema d’arma, saranno rafforzate le capacità di strike in profondità.
Gli “Extra” di Elbit System sono razzi di artiglieria da 306 mm; possono trasportare testate esplosive da 120 kg e colpire centri di comando e comunicazione ed installazioni protette.
Sempre con la stessa azienda di Haifa, le autorità militari marocchine hanno firmato di recente un contratto per la fornitura di 36 semoventi ruotati di artiglieria ATMOS (Autonomous Truck MountedHowitzer System).
Gli ATMOS, avio trasportabili, sono dotati di cannoni da 155 mm, in grado di sparare fino ad otto colpi al minuto ed ingaggiare bersagli entro un raggio di circa 40 km.
Anche la Marina del Regno del Marocco è intenzionata a dotarsi di sistemi missilistici di produzione israeliana. Le proprie unità navali potrebbero armarsi fin dai prossimi mesi di missili “Spike NLOS” (Non-Line-of-Sight) realizzati da Rafael Advanced Defense Systems.
Gli “Spike NLOS” sono in grado di colpire obiettivi navali o terrestri con un raggio d’azione di 32 Km.
A bordo delle unità marocchine è già operativa una versione meno sofisticata degli “Spike”, nota con la sigla “LR II”, la cui consegna è stata completata nel giugno 2025.
La Marina Militare di Rabat sta pure valutando la possibilità di acquisire una versione navale del sistema missilistico sviluppato da IAI – Israel Aerospace Industries, il BARAK 8. Si tratta di un’arma superficie-aria a lungo raggio, anch’essa in grado come il BARAK MX di intercettare e distruggere in volo aerei, droni e missili.
Il Marocco non è solo un cliente del complesso militare-industriale israeliano. Lo scorso mese di novembre, a Benislmane, nell’area industriale di Casablanca, è stato inaugurato uno stabilimento per la produzione dei droni kamikaze SPY X.
Lo stabilimento è di proprietà dell’azienda aerospaziale Blue Bird Aero Systems Ltd. con quartier generale nel parco industriale di Emek-Hefer, distretto centrale di Israele, interamente controllata da IAI.
Buona parte della produzione a Benislmane avrà come acquirenti le forze armate marocchine; il resto finirà nel mercato africano.
Gli SPY X possono essere impiegati senza la necessità di disporre di ampie piste di decollo. Hanno un duplice uso: possono fare da velivoli a pilotaggio remoto per attività di intelligence, sorveglianza e riconoscimento, o da veri e propri droni killer/kamikaze per colpire target fino a 50 km di distanza.
Nel settembre 2022, dal gruppo Blue Bird Aero Systems, il Marocco aveva acquistato pure i droni WanderB e ThunderB.
Antonio Mazzeo
amazzeo61@gmail.com
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