Cesare Beccaria and his most comprehensive work, “On Crimes and Punishments”
EDITORIALE
Massimo A. Alberizzi
3 gennaio 2025
Il 2025 è stato un anno difficile per l’informazione, ma il 2026 si annuncia ancora più arduo. I nemici sono tanti; alcuni sono palesi, altri nascosti, ma il più pericoloso di tutti, perché manipola le coscienze e convince le persone a fare cose che le danneggiano, è la propaganda.
Un nemico subdolo perché chi lo subisce spesso non se ne accorge. Si insinua lentamente e colpisce soprattutto le persone che non si peritano di approfondire, ricercare, verificare, ma, con una certa superficialità, prendono per buone, vere ed affidabili le notizie che quotidianamente vengono diffuse da giornali cartacei, televisivi o via web.
Notizie fornite in un modo fuorviante, che raccontano solo a metà quanto accaduto, tutto per avvalorare un lato della medaglia e tenere lontano da occhi (e menti) indiscrete l’altra faccia.
Notizie che vengono ammantate di buonismo, con il pretesto e il desiderio di difendere l’umanità e la giustizia. Fornite con un modo rassicurante e legalitario. Voltaire scriveva: “Il più grande dei crimini, almeno il più distruttivo e di conseguenza il più contrario al fine della natura, è la guerra; ma non vi è alcun aggressore che non colori questo misfatto con il pretesto della giustizia”.
E’ uno stillicidio quotidiano di notizie tendenziose, presentate apposta male con caratteri fuorvianti. Destra, sinistra, centro: ne abusano tutti.
Purtroppo anche molti giornali non controllano, non verificano e pubblicano le notizie come dei semplici passacarte. L’attacco americano del giorno di Natale in Nigeria è passato come un’azione a difesa dei cristiani che da quelle parti sarebbero soggetti a violenze compiute dai terroristi islamici. https://www.africa-express.info/2025/12/29/difesa-dei-cristiani-o-mani-sulle-risorse-cosa-ha-spinto-trump-a-bombardare-la-nigeria/
E’ vero che – dopo la protesta delle autorità nigeriane contro questa narrazione – qualcuno ha messo in dubbio la giustificazione trumpiana. Ma quasi nessuno ha evidenziato che la prova di muscoli americana viola regole, norme e convenzioni internazionali.
Dopo la Nigeria e arrivato oggi l’attacco al Venezuela, ancora più grave perché in totale violazione del diritto internazionale. Lotta ai narcotrafficanti, lotta alla dittatura. Condita con la chiosa dello stesso Trump: “Ci riprenderemo il nostro petrolio”. Cioè Trump ha preteso che il petrolio nel sottosuolo venezuelano appartenga agli americani.
Ma non solo. Il presidente venezuelano Nicolás Maduro è stato condannato – senza processo – per essere uno degli organizzatore del narcotraffico ma il pretesto della lotta al narcotraffico è clamorosamente smentito nei fatti dallo stesso Trump che un mese fa ha graziato l’ex presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernández che era stato condannato a 45 anni di carcere e 8 milioni di dollari di multa perchè ha portato 400 tonnellate di cocaina negli Stati Uniti.
Una palese bugia, come menzognera è l’affermazione secondo cui l’attacco a Caracas è stato giustificato per tutelare la sicurezza nazionale americana da un’aggressione “ibrida”. La verità è che sia in Nigeria, sia in Venezuela l’obbiettivo è il controllo delle risorse.
Per quel riguarda la Nigeria, è vero che Washington ha agito con il consenso delle autorità nigeriane, ma possano questi permessi essere utilizzati per “punire” senza processo presunti responsabili di reati non confermati da processi indipendenti?
Non credo. Ciononostante molti politici continuano a ripetere che stiamo andando alla guerra per difendere i valori occidentali. Se fosse veramente così, la presunzione di innocenza non è uno di questi valori?
Prima di infliggere una pena non si deve forse celebrare un processo che sentenzi eventuali condanne? E’ uno dei capisaldi del diritto occidentale? Oggi, anche gli illuministi Cesare Beccaria e Pietro Verri vengono fatti a pezzi da chi pretende di difendere i valori occidentali.
A me sembra infatti che si voglia convincere l’opinione pubblica, attraverso un uso spregiudicato della propaganda, a rinunciare a questi valori. Un’impressione che prende consistenza dopo gli attacchi alle petroliere al largo del Venezuela, ai bombardamenti in Nigeria e oggi con il sequestro di Maduro. Tutti terroristi a Gaza, tutti islamisti nel Sokoto (lo stato nigeriano bombardato a Natale) e tutti trafficanti di droga in Venezuela.
Una narrazione inquietante!
Massimo A. Alberizzi
massimo.alberizzi@africa-express.info
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