CONGO-K

Goma: caccia ai mercenari rumeni arruolati dal governo congolese

Africa ExPress
Goma, 28 gennaio 2025

Nella ricca città mineraria congolese di Goma, catturata dai ribelli dell’M23 e dalle truppe ruandesi, ci sono ancora sacche di resistenza delle truppe governative, fedeli al governo centrale di Kinshasa, e ai loro alleati (volontari wazalendo, cioè patrioti in swahili).

Scontri a fuoco sono stati segnalati in tutta la città, in centro e in periferia, e Radio Okapi, emittente delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo, parlando di “situazione sanitaria catastrofica” ha lanciato un’accorata denuncia: “Gli ospedali straripano per i feriti e i farmaci sono agli sgoccioli”.

Quattrocento feriti

Il dottor Michael Bolingo, del nosocomio CBKA Virunga, sostiene di aver registrato fino a stamattina 400 feriti e una ventina di morti, militari e civili, tra cui alcuni bambini.

In risposta all’invasione delle truppe ruandesi entrate in Congo per occupare Goma, miliziani del Fronte Democratico di Liberazione del Ruanda (FDLR, miliziani Hutu eredi degli autori del genocidio del 1994, scappati dal loro Paese), Wazalendo e soldati dell’esercito regolare congolese (FARDC) sono entrati a loro volta nel Paese invasore e hanno occupato l’aeroporto di Gisenyi, la città immediatamente a ridosso del confine.

Il Fronte Democratico per la Liberazione del Ruanda con un messaggio ad Africa ExPress, ha comunicato di aver catturato una serie di villaggi: Ruzizi, Nyamasheke, Karongi, Rutsiro, Ngororero, Nyabihu, Rubavu. A parte gli ultimi due, che sono nei dintorni di Gisenyi, gli altri si trovano sulla costa orientale del Lago Kivu.

Non abbiamo potuto controllare la veridicità di questa notizia. Se fosse provata, la conquista di questi villaggi sarebbe stata possibile solo grazie all’intervento dell’esercito del Burundi, cosa verosimile perché il suo governo è controllato dagli Hutu, che collaborano con FDLR.

Protezione siti minerari

Oggi all’alba a GOMA, come ci hanno segnalato i nostri stringer in loco, i miliziani dell’M23 si sono dati alla caccia dei mercenari rumeni che, come ha già segnalato Africa ExPress, sono presenti a Goma e nei dintorni per combattere contro l’M23 e proteggere i siti minerari governativi. Nei combattimenti di qualche giorno fa gli irregolari hanno inflitto gravi perdite alle truppe ruandesi che quindi vorrebbero catturarli e mostrarli ai giornalisti.

In questi video che abbiamo già pubblicato e ripubblichiamo, si vedono i rumeni in azione.

I contractor rumeni sono stati arruolati dalla Amani Sarl, filiale congolese della società bulgara Agemira, una compagnia controllata dai servizi segreti francesi.

Capo del contingente fino a qualche mese fa era il colonnello Romuald Létondot, un paracadutista veterano dell’esercito francese, che ha servito in Mali, Senegal, Togo, Afghanistan and Kosovo.

Paga mensile

La paga mensile di questi soldati di ventura varia dei 5 mila ai 6 mila dollari: esentasse certo, ma senza assicurazione.

Gli uomini, rumeni soprattutto, ma anche bulgari, moldavi, georgiani e bielorussi, sono reclutati da Horatiu Potra, fondatore della società di mercenari RALF, che ha il quartier generale a Sibiu in Romania.

La foto qui sotto lo mostra il 2 gennaio dell’anno scorso con due militari congolesi a Goma. Potra è un mercenario rumeno che ha fatto parte della Legione Straniera francese negli anni Novanta.

Guardia del corpo

E’ stato anche la guardia del corpo principale dell’emiro del Qatar alla fine degli anni ’90 e ha prestato servizio nella Repubblica Centrafricana sotto l’ex presidente Ange-Félix Patassé.

Horatiu Potra, tra due dei suoi uomini congolesi

Africa ExPress ha anche provato a confermare la presenza di elementi del corpo mercenario russo Africa Corps (gli ex Wagner), come ci è stato segnalato. Nonostante le voci insistenti, nessuno dei nostri stringer a Kinshasa, Goma e Kigali, è stato in grado di verificale l’informazione.

Ancora questa mattina a Kinshasa la popolazione è scesa in piazza e ha assalito le ambasciate di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Kenya e Uganda. L’ambasciata ruandese è stata date alle fiamme.

La gente ne ha approfittato per saccheggiare alcune case private, come si può vedere nel video inviatoci da uno dei nostri stringer.

Sempre ieri, Willy Ngumbi Ngengele, vescovo di Goma, ha lanciato un appello, chiedendo a tutte le parti coinvolte nell’attuale conflitto armato e alla popolazione di mostrare assoluto rispetto per la vita umana e per le infrastrutture private e pubbliche.

Stasera a Goma, senza elettricità, senza acqua corrente e senza internet, il silenzio era rotto da colpi d’ama da fuoco. La diplomazia è a lavoro per fermare le armi, ma la soluzione non sembra facile.

Gli interessi in gioco sono enormi e gli appetiti delle grandi multinazionali smisurati. Occorre aspettare domattina per vedere alla luce del sole come si è sviluppata la situazione.

Africa ExPress
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©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

I video pubblicati a corredo di questo articolo sono esclusivi e girati dagli stringer di Africa ExPress

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maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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