LESOTHO

Ex mandriano di asini, oggi miliardario, vince le elezioni in Lesotho e corre per diventare premier

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
10 ottobre 2022

Lo scorso 7 ottobre si sono svolte le elezioni  politiche in Lesotho, che in bantu significa: il popolo che parla la lingua sothu, ma è conosciuto anche come il regno del cielo. E’ una monarchia parlamentare e i rapporti tra il re Letsie III, i partiti e l’esercito sono fragili, ma stabili. Il Paese è un ex protettorato britannico, che ha ottenuto l’indipendenza nel 1996.

Venerdì scorso sono stati chiamati alle urne più o meno un milione e mezzo di cittadini per scegliere tra 2.300 candidati in rappresentanza di una cinquantina di raggruppamenti politici.

Oggi la commissione elettorale ha annunciato che il partito Revolution for Prosperity (RFP), fondato solo sei mesi fa dal magnate dei diamanti, Sam Matekane, è risultato il primo raggruppamento in parlamento per numero di seggi (se n’è aggiudicati 56 seggi) ma non ha però raggiunto la maggioranza assoluta.

Matekane è un ex mandriano di asini, settimo di quattordici figli, è cresciuto in una famiglia di contadini negli altopiani, nel centro del Paese.

Sam Matekane, leader del nuovo partito Revolution for Prosperity (RFP) ora dovrà trovare un’intesa con altri raggruppamenti politici per poter controllare l’Assemblea nazionale, composta da 120 membri.

Gli altri due partiti che hanno dominato il panorama politico finora, il Congresso Democratico (DC) e la Convenzione All Basotho (ABC), hanno ottenuto rispettivamente 29 e 8 seggi, partiti minori si sono aggiudicati i restanti.

Alla vigilia delle elezioni, il magnate ha arringato i giornalisti: “Il Lesotho sta affondando: noi uomini d’affari dobbiamo salvarlo”. Poi ha proposto di rilanciare l’economia, di liberarsi del debito pubblico, senza però specificare e soffermarsi sui dettagli o su come intende procedere.

Il leader di RFP è a capo di una miriade di attività, conosciute con il nome di Matekane Group of Companies (MGC), che gestisce, tra l’altro, anche la miniera di Letseng, dove nel 2018 è stato scoperto il quinto diamante più grande al mondo (910 carati ndr).

Il magnate ha conquistato grande popolarità in questi anni perché ha costruito scuole, uno stadio e un teatro. Finanzia, inoltre, borse di studio e sponsorizza l’associazione calcistica nazionale. Durante la pandemia di coronavirus ha anche contribuito all’acquisto di vaccini.

Il Paese conta poco più di due milioni di abitanti e il 40 per cento della popolazione vive con meno di 1,90 dollari al giorno. La maggior parte è cristiana, il 15 per cento animista, mentre solo il 5 per cento è musulmana.

Economicamente è uno dei Paesi meno sviluppati al mondo; è una piccola enclave del Sudafrica e la sua economia dipende per lo più dal governo di Pretoria. Gran parte dei lesothiani lavora nelle miniere sudafricane.

Il tasso di propagazione del virus HIV è uno tra i più alti al mondo e è tra i Paesi africani con il maggiore numero di suicidi e omicidi.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cornelia Toelgyes

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.

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