elefante africano
21 maggio 2022
Una settimana fa le autorità della Repubblica Democratica del Congo sono riuscite a bloccare un carico di 1,5 tonnellate di zanne d’elefante, ben imbustate in 18 sacchi. Erano a Lubumbashi, nel Katanga nel sud-est del Paese, ai confini conto Zambia.
Cinque persone, che avevano stipato l’avorio in grossi camion, sono stati fermati. Due tra questi sono però riusciti a fuggire subito dopo l’interrogatorio. Pare che fossero i proprietari della preziosa, illecita merce.
Mentre gli altri tre, si sa che sono congolesi, ancora in stato di fermo, hanno affermato di essere camionisti, addetti al trasporto e di non avere nulla a che fare con il traffico. Hanno sostenuto di non essere al corrente né della provenienza, tantomeno della destinazione del carico.
Si tratta di uno dei più importanti sequestri effettuati negli ultimi anni in Africa e, secondo Sabin Mande, avvocato della ONG Réseau ressources naturelles , per racimolare una tale quantità di avorio, sono stati abbattuti tra 80-90 elefanti. “E’ un vero e proprio crimine”, ha aggiunto.
Il traffico illecito di avorio è uno dei più redditizi, è terzo nel ranking mondiale delle attività illegali, si posiziona subito dopo quello della droga e delle armi.
Altri sequestri importanti – da 2 a 4 tonnellate – sono stati effettuati in Kenya e in Togo negli ultimi 10 anni. Mentre risale al 2019 l’intercettazione di ben 9 tonnellate di avorio in Vietnam. Il prezioso carico è stato scovato su una nave, proveniente dal Congo-K.
Le zanne degli elefanti sono molto richieste in Asia e in Medioriente, dove i clienti sono pronti a pagare qualsiasi cifra per la realizzazione di oggetti ornamentali, ma da non sottovalutare nemmeno il suo utilizzo per la preparazione di medicine tradizionali.
Africa ExPress
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