Colpo di Stato in Guinea Bissau: militari cercano di destituire il presidente

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Militari sulle strade di Bissau, capitale della Guinea Bissau

Africa ExPress
Bissau, 1°febbraio 2022

Le notizie sono tutt’ora frammentarie. Un colpo di Stato è in atto in Guinea Bissau, piccolo Paese dell’Africa occidentale, che conta poco più di due milioni di abitanti. I militari hanno cercato di destituite il presidente, per altro sopravvissuto, ma ha spiegato che molti uomini delle forze di sicurezza sono stati uccisi nel tentativo di respingere l’attacco odierno. Non si esclude che sia legato agli interessi legati al traffico della droga.

Nel primo pomeriggio si sono sentiti colpi di arma da fuoco nelle vicinanze del palazzo del governo, mentre era in atto un consiglio dei ministri straordinario, con la partecipazione del presidente, Umaro Sissoco Embalo e il primo ministro, Nuno Gomes Nabiam. La riunione di gabinetto odierna è stata convocata in vista del prossimo vertice della CEDEAO in risposta al colpo di Stato militare della scorsa settimana in Burkina Faso.

Militari sulle strade di Bissau, capitale della Guinea Bissau

Da tempo i rapporti tra il presidente e il suo esecutivo sono piuttosto tesi. La situazione si è  poi aggravata con la faccenda dell’Airbus A340, proveniente dal Gambia, atterrato a ottobre nell’aeroporto della capitale con l’autorizzazione del capo di Stato.

Il mistero dell’aereo

Il primo ministro aveva dichiarato che l’aereo in questione sarebbe atterrato illegalmente e che stava trasportando materiale sospetto. Dopo qualche giorno alcuni esperti hanno controllato il carico e, davanti al parlamento il premier ha poi fatto sapere che era tutto a posto, senza dare ulteriori spiegazioni.

I militari, che si sono radunati oggi attorno il palazzo del governo, che si trova nella periferia della capitale Bissau e a poca distanza dall’aeroporto internazionale, hanno intimato alle persone di tenersi a distanza, mentre i residenti della zona si sono immediatamente dati alla fuga, negozi e mercati hanno chiuso le saracinesche, altrettanto gli istituti bancari e scuole. Nelle più importanti strade della capitale, per lo più deserte, circolavano solamente camion pieni di militari.

Condanna della CEDEAO

Intanto la CEDEAO (Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale n.d.r.) ha pubblicato immediatamente una nota con la quale condanna il tentato colpo di Stato, ritiene i militari responsabili dell’incolumità del presidente e dei membri del suo governo e chiedendo infine che i soldati ritornino nelle caserme.

 

Secondo l’agenzia Reuters, alcune persone sono state ferite all’interno del palazzo del governo, altre due sarebbero state uccise. Finora, precisa il dispaccio, le notizie non sono state confermate ufficialmente, in quanto nessuno all’interno dell’edificio risponde alle telefonate.

Dopo il rimpasto di governo

In base a quanto riporta la Deutsche Welle sul suo sito in lingua portoghese, l’incidente odierno arriva tre giorni dopo un rimpasto di gabinetto, voluto dal presidente Umaro Sissoco Embalo. Le nuove nomine sono state  criticate dal partito del primo ministro Nuno Gomes Nabiam.

Nel tardo pomeriggio anche Antonio Guterres, segretario generale dell’ONU ha lanciato un appello, chiedendo la fine dei violenti scontri e il rispetto delle istituzioni democratiche.

L’ambasciate portoghese nella capitale ha chiesto ai suoi cittadini di non uscire dalle proprie abitazioni, mentre il governo di Lisbona ha rilasciato un comunicato simile a quello dell’ONU.

Golpe a gogo

In Guinea Bissau i colpi di Stato e tentativi di putsch non si contano più dall’indipendenza ottenuta dal Portogallo nel 1974. Il Paese è diventato un hub internazionale del traffico di droga in transito dal Sudamerica verso l’Europa.

La basi dei mercanti sono state individuate nell’arcipelago delle Bijagos, un gruppo di ottantotto isole lungo la costa africana al largo della Guinea Bissau, classificate dall’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) come patrimonio dell’umanità per il loro particolare ecosistema. ancora oggi sono uno dei maggiori punti di smistamento dei trafficanti di droga sudamericani. Insomma è il centro dove fa tappa la cocaina proveniente dall’America meridionale.

Africa ExPress
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