Uganda, il calvario della minoranza Benet cacciata dalle proprie case e senza diritti

Amnesty: “I Benet sono stati violentemente sfrattati dalla foresta e derubati della loro casa ancestrale. Sono privati di servizi essenziali come l’acqua potabile e l’elettricità e tagliati fuori dalla sanità e dall’istruzione”

cacciatori Benet / Ndorobo
Cacciatori Benet Ndorobo (Courtesy BBC Video)

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 8 novembre 2021

Sono cacciatori-raccoglitori e pastori, un’etnia minoritaria che da tempi immemorabili vive nella foresta del Monte Elgon, nell’Uganda orientale, al confine con il Kenya. Sono i Benet, cacciati dai luoghi dei loro antenati per volere del governo ugandese.

Benet mappa Mount Elgon national park
Mappa con il Mount Elgon National Park (Courtesy GoogleMaps)

Il report di Amnesty

Il rapporto di Amnesty International “13 anni nel limbo: espulsioni forzate dei Benet in nome della conservazione”, racconta il dramma di questa minoranza. Cacciati, ammazzati, umiliati vivono una situazione simile a quella dei pigmei espulsi dalle foreste del Bacino del Congo in nome della conservazione.

Il report, nelle 55 pagine, contiene le interviste a 61 sfrattati e documenta i numerosi impatti degli sfratti forzati contro la comunità di circa 18.000 persone. Da quando nel 2008 sono state espropriate le terre ancestrali dei Benet la situazione è peggiorata. Ha portato a numerosi conflitti che hanno generato abusi dei diritti umani, tra cui grandi sfratti, truffe, stupri e sparatorie. Dai ranger dell’Uganda Wildlife Authority (UWA) sono state ammazzate almeno sette persone.

cacciatori Benet / Ndorobo
Cacciatori Benet Ndorobo (Courtesy BBC Video)

I Benet, derubati e senza diritti

Deprose Muchena, direttore regionale di Amnesty International per l’Africa orientale e meridionale spiega la situazione. “I Benet sono stati violentemente sfrattati dalla foresta e derubati della loro casa ancestrale. Tredici anni dopo lo sfratto vivono ancora in insediamenti temporanei fatti di capanne di fango e bastoni. Sono privati di servizi essenziali come l’acqua potabile e l’elettricità e tagliati fuori dalla sanità e dall’istruzione. Il trattamento dei Benet è una flagrante violazione della costituzione dell’Uganda e dei suoi stessi obblighi internazionali in materia di diritti umani”.

Amnesty, attraverso Muchena, chiama in causa direttamente Yoweri Museveni, presidente dell’Uganda, per la tragedia che sta vivendo quotidianamente il popolo Benet. “Il presidente Museveni ha ripetutamente promesso di agire e almeno due volte ha ordinato all’ufficio del Primo ministro di farlo. Gli anni sono passati e la comunità Benet rimane in un limbo senza un posto a cui rivolgersi per avere giustizia. Occorre porre immediatamente rimedio a questa situazione per rispettare la legge ugandese e internazionale”.

Cacciatori Benet Dorobo (Courtesy BBC Video)

Un modo speciale di cacciare

Il popolo Benet (noto anche come Ndorobo o Dorobo), si nutre di carne fresca ed è famoso per un coraggioso e opportunista modo di cacciare. I cacciatori seguono i leoni nella caccia e quando i felini hanno catturato la preda, nascosti, li lasciano mangiare per un po’. Poi si fanno vedere e li affrontano per prender il loro bottino. Un servizio della BBC mostra tre cacciatori che si avvicinano mentre i leoni, impauriti, scappano abbandonando il cibo.

Sandro Pintus
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Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.