AFRICA

Rapimenti a gogo a scopo di estorsione: scatta l’allarme in Mozambico

Speciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 20 ottobre 2021

L’ultimo rapimento in ordine di tempo è quello di Jair Abdula, figlio del noto imprenditore mozambicano Salimo Abdula. Il padre è anche presidente della Confederazione imprenditoriale della Comunità dei Paesi di lingua portoghese (CE-CPLP). Il sequestro del giovane Abdula è avvenuto lo scorso venerdì ma questa volta non in Mozambico bensì a Benoni, in Sudafrica.

Rapito in un falso posto di blocco

Jair, con diversi amici e altre auto stava andando al matrimonio di un amico comune residente in Sudafrica. Aveva preso tutte le precauzioni contro un eventuale rapimento, comprese le soste durante il viaggio. L’auto del giovane è stata fermata a un posto di blocco da uomini con uniformi della polizia sudafricana a 400km dal confine mozambicano. Sotto minaccia delle armi i falsi poliziotti hanno preso Jair Abdula insieme a un suo amico poi rilasciato.

La pagina Facebook di Justicia national (JN) – gruppo che scrive sui casi poco chiari nell’ex colonia portoghese – ricostruisce in modo preciso il rapimento. Nel momento in cui scriviamo JN conferma che la polizia sudafricana ha arrestato Nomano Leck una delle persone con cui viaggiava Jair Abdula in Sudafrica. Ci sono forti indizi che sia l’informatore di Bakhir Ayob, presunto organizzatore del sequestro. Accusato di sequestro di persona Ayob, nel 2013, era fuggito dal Mozambico e non è un caso che per la difesa di Leck si sia presentato il suo avvocato. Nel frattempo, dopo la pubblicazione delle accuse a Bakhir Ayob, sono arrivate minacce di morte all’amministratore di JN.

Due rapimenti in un’ora

Giovedì 7 ottobre, alle 7.00, una coppia che aveva appena accompagnato il figlio all’International College della capitale è stata assaltata da uomini armati. Dopo aver sparato in aria colpi di pistola e Kalashnikov i banditi hanno spaccato il finestrino dell’auto. Hanno trascinato fuori l’uomo verso la loro auto e si sono dati alla fuga. La persona rapita, 42 anni, è un commerciante di Maputo di cui non è stato rivelato il nome per motivi di sicurezza.

Il sequestro del medico

Nello stesso giorno del rapimento del commerciante, un’ora dopo, è stato sequestrato anche Basit Gani giovane medico di un ospedale privato di Maputo. Secondo la dichiarazione della polizia il medico è stato sequestrato davanti alla sua abitazione nel quartiere delle ambasciate mentre si stava recando in ospedale.

Manifesto del dr. Gani per la manifestazione contro i sequestri di persona, annullata dalle autorità mozambicane

“Il rapimento del dottor Gani dell’Hospital Privado de Maputo è un grave segnale del deterioramento della sicurezza in Mozambico e in particolare a Maputo. Può portare grande preoccupazione nella vita quotidiana dei medici”. Le parole di allarme sono di Milton Tatia, presidente dell’Associazione dei medici mozambicani che hanno indetto una manifestazione di protesta contro i rapimenti. “Oggi è stato rapito un medico ma domani potrà toccare a in infermiere, a un avvocato o a un altro professionista o un impresario”.

Ma la manifestazione programmata per il 16 ottobre, tra le proteste dell’opinione pubblica, è stata vietata dalle autorità per problemi legati al Covid-19.

Sequestrata la moglie di un imprenditore

Il 13 aprile è stata rapita una donna portoghese di 49 anni residente Nampula, nel nord del Mozambico. È la moglie di uomo d’affari con attività nel settore alberghiero. È stata rilasciata dopo 45 giorni di prigionia e non si conosce l’entità del riscatto pagato né il nome della signora.

Nel 2020, nelle maggiori città mozambicane ci sono stati almeno 10 rapimenti a scopo di estorsione. Vista l’allarmante situazione dei sequestri, nel dicembre 2020, il presidente Filipe Nyusi ha ipotizzato la possibilità di creare un’unità di polizia anti-rapimento. Dati i casi di sequestro non si esclude l’esistenza di una multinazionale del crimine con basi in Sudafrica e Mozambico.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
@sand_pin
con la collaborazione di Fatima Ali
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Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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