Niger, bimbi obiettivo jihadista: chiudono le scuole, aumentano malattie e reclutamenti

La popolazione civile è in balia sia del terrorismo jihadista sia delle violenze dei militari delle Forze di difesa e sicurezza del Niger

stop bambini soldato
Fotogramma del video "Stop bambini soldato"- di Amnesty International

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 6 ottobre 2021

“Stop ai bambini soldato!”. Con questa parola d’ordine, forte e imperativa, Amnesty International denuncia la tragedia dei bambini in Niger. Nella galassia di gruppi terroristici dell’area i peggiori sono lo Stato islamico del Grande Sahara (ISGS) e Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), affiliato ad al-Qaeda.

Il report

L’accusa è fatta con il report “Non mi è rimasto altro che me stesso”, pubblicato qualche giorno fa. “È aumentato in percentuali preoccupanti il numero di minori che vengono uccisi – dice la relazione di Amnesty –. Oppure finiscono nel mirino del reclutamento di questi gruppi armati che stanno devastando le frontiere del Niger con Mali e Burkina Faso”. Un copione già visto, non solo in Africa, dove i bambini vengono convinti per mancanza di alternative e anche obbligati ad essere soldati. Le bambine invece diventano spose dei miliziani oppure schiave del sesso dei jihadisti.

stop bambini soldato
Fotogramma del video “Stop bambini soldato”  (Courtesy Amnesty International)

Civili sotto tiro dei jihadisti e dell’esercito

La popolazione civile è in balia sia del terrorismo jihadista che delle violenze dei militari delle Forze di difesa e sicurezza del Niger (FDS). L’area maggiormente colpita dalla violenza jihadista è la regione Tillabéri, a sud-ovest del Niger. Qui le FDS fanno ben poco per proteggere i civili dall’escalation di violenza. Sono invece accusate di violazioni, alcune configurate come crimini di guerra.

Attacco alle scuole

Secondo il report dell’ong per i diritti umani, Isgs e Jnim hanno bruciato scuole e minacciato insegnanti. Molte delle strutture scolastiche sono state chiuse. Tutto questo perché si oppongono all’istruzione che ritengono “occidentale”. Fino al giugno 2021 almeno 377 scuole nella regione del Tillabéri sono state chiuse, privando oltre 31.000 bambini dell’accesso all’istruzione. Amnesty International ha documentato attacchi del gruppo armato che hanno preso di mira e bruciato scuole in almeno quattro dipartimenti della regione del Tillabéri.

Bambini soldato - Regione Tillabéri, Niger
Regione Tillabéri, Niger (Courtesy GoogleMaps)

“Secondo il diritto internazionale umanitario, gli attacchi contro le scuole sono vietati – si legge nel documento -. In quanto tali, gli attacchi alle scuole o ad altri edifici dedicati all’istruzione documentati da Amnesty International costituiscono crimini di guerra”.

Bambini senza assistenza sanitaria: aumentano casi di morbillo

Il conflitto ha danneggiato in maniera significativa l’accesso dei bambini all’assistenza sanitaria, con il saccheggio delle strutture sanitarie da parte di gruppi armati. La situazione di guerra nella regione ha portato all’impossibilità di continuare le vaccinazioni e all’aumento di malattie come il morbillo.

Video “Stop bambini soldato” (Courtesy Amnesty International)

Le autorità nigerine hanno limitato gli spostamenti di civili e talvolta impedito l’accesso degli aiuti. Le percentuali di immunizzazione sono crollate e malattie come il morbillo sono in aumento.

L’appello alle più alte autorità del Paese

Data la gravità della situazione, Amnesty ha scritto un appello indirizzato al presidente del Niger, Mohamed Bazoum. L’invito è rivolto anche al ministro dell’Educazione e al ministro della protezione delle Donne e dei Bambini.

Chiede programmi di formazione professionale che offrano ai minori valide alternative all’adesione a gruppi armati e la ricostruzione delle scuole danneggiate o distrutte. E per coloro che nelle aree colpite dal conflitto non hanno accesso a una scuola, trasmissioni radiofoniche nelle relative lingue locali.

“Chiediamo alle autorità nigerine di rafforzare la protezione della popolazione civile – scrive Amnesty -. Propone la presenza militare nelle aree di confine con postazioni fisse e pattuglie per dissuadere e rispondere rapidamente agli attacchi jihadisti contro i civili”. E conclude: “La leadership militare dovrebbe esercitare un’attenta supervisione per prevenire e rispondere alle violazioni da parte dei suoi soldati, compresi arresti arbitrari”.

Sandro Pintus
sandro.p@catpress.com
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Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.