Mozambico e “Debiti occulti”: 12 milioni a Ndambi ma il figlio dell’ex presidente nega

Per Ndambi Guebuza, il processo è uno spettacolo messo in piedi dall’ufficio del procuratore generale

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Il guidice Efigenio Baptista e l'imputato Ndabi Guebuza in tribunale

sandro_pintus_francobolloSpeciale per Africa ExPress
Sandro Pintus
Firenze, 15 settembre 2021

Il processo “Debiti occulti”, scandalo da 1,9 mld di euro che ha coinvolto anche due presidenti continua ad essere nelle prime pagine del media mozambicani. Iniziato il 23 agosto, per l’opinione pubblica e i media mozambicani, il personaggio più “ghiotto” è Ndambi Guebuza. È il primogenito del 78enne Armando Guebuza, ex generale e penultimo presidente della Repubblica Popolare del Mozambico.

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Processo “Debiti occulti “, Il guidice Efigenio Baptista e l’imputato Ndabi Guebuza in tribunale

Ormai, i media e la gente, lo chiamano Cenerentola, visto che pare stia vivendo nel mondo delle favole, un mondo parallelo tutto suo. Anche davanti all’evidenza nega. Il figlio maggiore dell’ex capo di Stato, alle domande del giudice, Efigénio Baptista, ha risposto poco e male. “Ho dimenticato”, “non ricordo”, “non confermo”, “non voglio parlare” sono state la maggior parte delle risposte.

Ndambi nega tutto

Il rampollo dell’ex presidente ha negato tutto ciò che poteva negare, anche davanti all’evidenza: email ricevute e spedite e perfino viaggi fatti con altri imputati. Tra questi, due dei maggiori personaggi attori dello scandalo: Teófilo Nhangumele e António Carlos do Rosário. Sono stati i primi ad essere ascoltati dalla Corte che, secondo le prove acquisite, erano con Ndambi in Germania. Il figlio di Guebuza ha negato di aver partecipato quell’incontro che ha portato alla creazione della Proindicus, una delle tre società responsabili della frode.

In una delle udienze la Corte ha mostrato un documento dove Ndambi Guebuza ha firmato di aver ricevuto 1,8 mln di euro. L’importo era una parte dei 42,3 mln di euro pagati da Privinvest, azienda mediatrice che ha fatto avere il prestito di 1,9 mld di euro. Il denaro era da dividere con due degli imputati: Teofilo Nhangumele e Bruno Tandane Langa. Il figlio di Guebuza ha giurato di non aver mai siglato quel documento.

Debiti occulti Armando Guebuza in tribunale
“Debiti occulti”, l’ex presidente mozambicano, Armando Guebuza, in tribunale

Per il figlio dell’ex presidente il processo è uno spettacolo per incastrarlo

Il giornale online Carta de Moçambique scrive che “secondo Ndambi Guebuza, il processo è uno spettacolo. È stato messo in piedi dall’ufficio del procuratore generale, che ha confiscato i suoi beni e diffuso la voce che era un ladro”. Ha affermato anche che a causa di ciò che hanno scritto i media la sua vita è in pericolo. “In prigione avrei potuto essere accoltellato o un mio parente avrebbe potuto essere rapito”, scrive il giornale -.

Asserisce che tutta questa storia viene utilizzata per perseguitare la sua famiglia. Anche riguardo al conto aperto a suo nome ad Abu Dhabi non sapeva nulla. È stato aperto dal sui socio d’affari, il libanese Jean Boustani, dirigente di Privinvest, azienda mediatrice che ha fatto avere il prestito di 1,9 mld di euro. Intanto, in udienza, era presente anche anche Armando Guebuza.

Video: “Debiti occulti”, applausi al giudice Efigenio Baptista in un supermercato di Maputo

La folla applaude e il giudice si commuove

Secondo la Corte, il processo sarà più lungo del previsto e continuerà fino a novembre. Il giudice Efigénio Baptista, ormai simbolo dell’anti-corruzione, gode del favore della gente. In un supermercato di Maputo è stato applaudito dalla folla e ha dovuto asciugarsi le lacrime per la commozione.

Sandro Pintus
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Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.