AFRICA

Nigeria: non si fermano le proteste e le scie di sangue a Lagos e in altri Stati

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
21 ottobre 2020

Le notizie che giungono dalla Nigeria, in particolare da Lagos, la capitale economica, sono a dir poco spaventose. Anche il segretario generale dell”Organizzazione delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in un comunicato rilasciato dal suo portavoce, condanna le violenze della polizia che si sono verificate ieri sera nella metropoli nigeriana.

Proteste di giovani nigeriani represse dalla polizia

Le cariche delle forze dell’ordine hanno causato nuovamente la morte di molti civili, soprattutto di giovani, mentre tanti altri sono stati feriti, alcuni in modo grave. Dopo un coprifuoco di 24 ore su 24 imposto dal governatore del Lagos State, Babajide Olusola Sanwo-Olu, in vigore fino a nuovo avviso, un migliaio di persone, per lo più giovani, hanno sfidato l’ordine impartito dalle autorità e sono scesi nelle strade per manifestare pacificamente.

Le cariche della polizia hanno investito manifestanti, in particolare a Lekki, un quartiere periferico di Lagos, lasciando una scia di dolore sul terreno. Africa ExPress ha ricevuto numerosi video e foto dai suoi stringer che confermano ciò che si è verificato nella serata di ieri.

Anche BBC Africa conferma le violenze nei suoi reportage: edifici incendiati, molti danni materiali, ma soprattutto sostiene che hanno perso la vita parecchi nigeriani. Secondo Amnesty International almeno 12 persone sono state ammazzate nella serata di martedì durante l’intervento dei militari. Le autorità di Lagos, invece ammettono la morte di una sola persona, ma non negano il ferimento di diversi manifestanti.

Manifestazione a Lagos, Nigeria

Un testimone oculare che ha preferito mantenere l’anonimato, ha riferito ai reporter della BBC che verso le 18.00 ora locale, la polizia ha aperto il fuoco contro le persone che manifestavano pacificamente nella periferia di Lagos.

Gli organizzatori della protesta hanno fatto sapere: “I rapporti degli ospedali e testimoni oculari confermano la brutalità della polizia nei confronti di almeno mille manifestanti, che hanno sfilato pacificamente per chiedere una buona governance e di mettere un punto finale alla violenza delle forze dell’ordine”.

Anche oggi nella metropoli le proteste non si sono fermate e parecchi edifici sono stati incendiati; la polizia ha posizionato diversi blocchi stradali e ha sparato in aria per disperdere i manifestanti che non hanno rispettato il coprifuoco. Ma non solo a Lagos, anche a Abuja, la capitale della ex colonia britannica, regna il caos più totale. Molti leader tradizionali sono stati evacuati dalla polizia e le loro case sono state saccheggiate.

Da settimane la popolazione protesta in ogni parte del Paese contro la violenza della SARS (acronimo inglese per Special Anti-Robbery Squad) e la mal governance. Muhammadu Buhari, presidente della Nigeria al suo secondo mandato ed ex golpista del 1983, ha sciolto il corpo di polizia militarizzato l’11 ottobre scorso, ma le contestazioni non si sono fermate. I giovani chiedono ampie riforme in tutti settori.

 Disordini si sono verificati anche in altri Stati, anche laddove è stato imposto il coprifuoco totale. Il primo ad imporre tali misure è stato il governatore dell’Edo State. Lunedì, 19 ottobre 2020, il segretario, Osadorion Ogie, ha firmato una ordinanza in tal senso. Le autorità hanno giustificato tali misure per proteggere i cittadini dopo diversi incidenti e vandalismi che si sono verificati nell’area durante le proteste giovanili.

I manifestanti sfilano ovunque con l’hashtag #EndSars, che i tifosi italiani hanno visto anche sulla maglietta del calciatore nigeriano Victor Osimhen, attaccante del Napoli durante la partita contro l’Atalanta. Il centravanti ha voluto così sensibilizzare i tifosi contro ciò quanto sta accadendo in Nigeria.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

Cornelia Toelgyes

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.

Recent Posts

Mozambico, in un libro biosofia e biosfera del popolo Macùa, dove Dio è anche madre

Speciale per Africa ExPress Sandro Pintus 24 gennaio 2026 Pwiyamwene, è l’espressione massima di Dio.…

7 ore ago

Arabia Saudita e Emirati: corteggiano Israele e litigano sul Somaliland (e non solo)

Speciale per Africa ExPress Novella Di Paolo 31 gennaio 2026 Tornano a punzecchiarsi Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. Per ora borbottano soltanto…

1 giorno ago

Madagascar: Nosy Be, da paradiso a inferno: vent’anni di trasformazione

Dal Nostro Corrispondente Giorgio Maggioni Antananarivo, 30 gennaio 2026 A partire da giovedì scorso, sull’isola…

2 giorni ago

Salta l’accordo del 2018: massacri, distruzioni e guerra civile in Sud Sudan

Africa ExPress Juba 29 gennaio 2026 Si fa sempre più incandescente la situazione in Sud…

4 giorni ago

Kenya maggior cliente di sistemi militari israeliani in Africa

Dal Nostro Redattore Difesa Antonio Mazzeo Gennaio 2026 Il Kenya rafforza i propri dispositivi militari…

5 giorni ago

Quei governi fatti saltare da USA e il disprezzo verso l’Europa – 2

Speciale Per Africa ExPress Massimo A. Alberizzi 24 gennaio 2026 (2 - continua) Il primo…

6 giorni ago