Piogge torrenziali flagellano l’Africa e in Congo-K crolla una miniera

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
13 settembre 2020

Piogge torrenziali, condizioni meteo avverse hanno flagellato in particolare l’Africa centrale e occidentale.
Centinaia di morti dal Senegal al Sudan, attraversando il Niger, Burkina Faso e il nord del Camerun e ha messo in ginocchio quasi ottocentomila persone.

Venerdì scorso in Congo-K è persino crollata una miniera d’oro. Almeno 50 minatori sono morti. Le forti piogge hanno provocato uno smottamento del terreno e la frana si è riversata sul giacimento aurifero artigianale a Kamituga, nella provincia del Sud-Kivu. Le ricerche sono ancora in corso e si spera di ritrovare ancora qualcuno in vita.

Kamituga, Congo-K, crollo di una miniera artigianale

Il Sudan è il Paese maggiormente colpito dall’ondata di maltempo. Il Nilo, fonte di vita dall’antichità, ha rotto gli argini in più punti, portando morte e distruzione in gran parte dell’ex protettorato anglo-egiziano. Il governo transitorio di Karthoum ha dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale per la durata di 3 mesi. Lena el-Sheikh, ministro del Lavoro e Sviluppo Sociale ha fatto sapere che le inondazioni hanno causato la morte di oltre 100 persone, il ferimento di 43, provocato danni materiali a oltre mezzo milione di sudanesi e il parziale o totale crollo di 10mila abitazioni.

Ora si teme anche per i siti archeologi di Meroe, dove si trovano i resti dell’antica capitale kouscita, sulla riva orientale del Nilo presso Shendi, epicentro dall’VIII sec. a.C. fino al 350 d.C. del potente regno con la XXV dinastia. Meroe è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO dal 2011. L’ondata di piena del Nilo ha raggiunto anche le antiche rovine; per evitare il peggio, sono stati posizionati sacchi di sabbia e si sta drenando l’acqua con pompe.

Siti archeologi di Meroe, Sudan

A Dakar, la capitale del Senegal, sono morte 5 persone; le strade sono allagate e impediscono l’accesso ai quartieri periferici. Forti piogge si sono abbattute anche in altre regioni del Paese e il governo è stato fortemente criticato, in quanto questa situazione si ripete ogni anno. “Lo Stato promette, ma poi ci risiamo”, ha detto un giovane residente a Parcelles Assainies, un comune periferico di Dakar. “Non possiamo cambiare casa, non abbiamo i mezzi, perciò siamo costretti a vivere nella miseria e a convivere con le inondazioni”, ha specificato il ragazzo.

Alluvioni in Africa centrale e occidentale

Dal canto suo il governo sostiene di aver messo a disposizione un miliardo di euro nel piano decennale (2012-2022), lanciato dal presidente Macky Sall. Abdou Latif Coulibaly, portavoce del capo di Stato, ha difeso l’operato del governo, sottolineando che le recenti violenti piogge sono da considerarsi un evento eccezionale, dovuto ai cambiamenti climatici e ha aggiunto: “Le opere di drenaggio in corso hanno fortunatamente limitato i danni”.

In Niger la situazione è ancora peggio: 65 morti e oltre trecentomila persone hanno subito danni. Le inondazioni hanno distrutte 34mila case e 5.768 ettari di campi agricoli sono stati invasi dalle acque. Le regioni più colpite sono Maradi (centro-sud), Tahoua e Tillabéri (ovest), Dosso (sud-ouest) e la capitale Niamey, dove si è persino allagato l’ospedale.

Alhassane Bilalane, presidente dellAssociazione Taggazte Nagadoum Agadez Niger, ha fatto sapere che anche il campo per profughi di Agadez ha subito forti danni.

Lawan Magagi, ministro per le Azioni umanitarie e Gestione delle Catastrofi, punta il dito sulle comunità locali e su una parte della popolazione perchè non avrebbero rispettato i piani urbanistici indicati dal governo già nel 2013. Dal 2018 sono state emanate leggi che vietano di costruire in zone soggette a inondazioni. E secondo il ministro, le autorità locali non si attengono alle norme vigenti e la popolazione, vuoi per povertà, vuoi per negligenza, non costruisce le case come prescritto.

Anche nel Burkina Faso ci sono stati almeno 13 morti e 19 feriti a causa delle piogge torrenziali. Le vittime hanno perso la vita per il crollo delle loro case o per annegamento. L’ultimo corpo ritrovato è quello di una donna incinta in un quartiere disagiato della capitale Ouagadougou, completamente allagato. Il governo ha dichiarato lo stato di catastrofe naturale e ha sbloccato 7,5 milioni di euro per far fronte alle emergenze.

Cornelia I. Toelgyes
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