Scandalo dighe in Kenya, giudici di Nairobi: arrestate Porcelli, AD della CMC

Dal Nostro Corrispondente
Michael Backbone
Nairobi 31 luglio 2019

Nel momento in cui in Kenya si sta facendo il tentativo di ricomporre le tappe della vicenda legata allo scandalo delle dighe italiane, è di ieri la notizia che il giudice istruttore Douglas Ogoti del tribunale di Nairobi ha reiterato le accuse rivolte all’amministratore delegato di CMC, Paolo Porcelli, confermando il mandato di cattura emesso pochi giorni addietro.

Le ragioni addotte dall’avvocato difensore dell’ingegner Porcelli sono state ritenute insufficienti per discolparlo. Il difensore ha asserito non avere ricevuto le motivazioni del mandato di arresto per il suo assistito mentre invece ne era al corrente da quando la richiesta a comparire era stata emessa la settimana passata. Un goffo tentativo di rallentare il corso della giustizia.

Kevin Amani, difensore dei Porcelli (e, supponiamo, dell’entità legale di CMC presente in Kenya  che appare regolarmente a Nairobi interrogando una qualsiasi mappa dei più noti motori di ricerca) ha avuto il sollievo di essere testimone dell’assoluzione momentanea da parte del giudice Douglas Ogoti nei confronti sia di CMC Itinera JV sia di CMC Itinera JV Kenya, malgrado l’opposizione del direttore dell’ufficio del pubblico ministero Taib Ali Taib.

A questo punto la confusione regna sovrana, poiché il direttore generale di un’entità italiana (la CMC) sembra essere riconducibile ai fenomeni di corruzione investigati in Kenya mentre non una, bensì una cordata di aziende (la Joint Venture con Itinera del Gruppo Gavio) sono state al momento scagionate dal malaffare individuato.

Si rammenta che per quanto i titoli dei giornali kenioti parlino di 600 milioni di euro “sifonati” in losche trame da cui CMC non è indenne, vi sono parecchi misteri che avvolgono questa vicenda iniziata nel luglio del 2015 con l’annuncio dell’aggiudicazione alla CMC della commessa per la realizzazione della diga di Itare, progetto al quale ne sono poi stati associati altri due simili, a Arror e Kimwarer, affidati sempre a CMC. Un plauso all’efficienza commerciale della CMC? Non ne siamo sicuri.

Rimangono oscure le circostanze secondo cui il progetto della diga di Itare,  inizialmente messo ad asta internazionale, sia poi transitato su un accordo di finanziamento bilaterale pilotato verso l’Italia e poi di nuovo negoziato come finanziamento da parte di banche private verso il paese dell’Africa orientale.

Dighe in Kenya: scandalo CMC

E la SACE in tutto ciò? Che cosa finanziava al giusto? Si può anche aggiungere che l’assicurazione pagata e stipulata dal Kenya per ottenere i fondi, nonché l’accordo ex ante per la costituzione del fondo variazioni in corso d’opera, fanno arricciare il naso a più di uno, giudici locali inclusi.

Di fronte a un ostinato silenzio della cooperativa di Ravenna, si può sicuramente ipotizzare che, se le regole valessero per tutti, la CMC in questo momento avrebbe enormi problemi con le proprie banche, con i propri soci e, forse, anche con il governo italiano, oltreché ovviamente con quello keniota.

Per non parlare di SACE che probabilmente non sa che atteggiamento assumere in assenza della posizione della CMC.

In tutti i progetti – e rammentiamo che alla CMC non è stato affidato l’incarico di costruire una diga, bensì tre in rapidissima successione – non esiste uno straccio di versione ufficiale alla quale attenersi; ovviamente bisogna prendere la posizione keniota con le pinze, visto che anche qui la longa manus degli interessi della politica hanno un ruolo nell’amplificare certe notizie piuttosto che altre. Rimane il fatto che comunque sarebbe quantomeno utile si potesse rispondere alle seguenti domande:

Quali sono state le condizioni di aggiudicazione dei progetti delle dighe?

Si trattava di una gara internazionale o di un bilaterale?

Il finanziamento veniva dallo Stato italiano oppure da banche private e perché?

Quale il valore dell’aggiudicazione delle tre dighe?

Qual è l’azienda del gruppo CMC aggiudicataria dei progetti?

Quanto è stato finora speso e per che cosa?

Perché al Gruppo Vinci (concorrente francese) è stato offerto di rilevare il progetto di Itare pochi mesi fa, peraltro rifiutato?

Quali sono le possibilità che il progetto sia portato a termine da CMC?

Quali sono le alternative da offrire per non soffrire un danno di immagine consistente per le aziende italiane operanti in queste geografie?

Michael Backbone

 

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