MOZAMBICO

Gas Mozambico, ENI assembla il liquidatore galleggiante: nel 2022 inizierà a produrre

Africa ExPress
Cabo Delgado, 26 Luglio 2019

Sono iniziati i lavori di assemblaggio dello scafo dell’ENI dell’unità Coral-Sul FLNG (liquidificatore galleggiante di gas naturale) che sarà varato nel 2020. Si tratta di un impianto inaffondabile che verrà utilizzato per il trattamento e la liquefazione del gas naturale (LNG) degli immensi giacimenti off-shore del Mozambico.

Immagine del Coral Sul FLNG, liquidificatore galleggiante di gas naturale dell’ENI

Il comunicato ENI parla di misure extralarge per la speciale imbarcazione: una volta montata avrà 432 metri di lunghezza e 66 di larghezza con un peso totale di circa 220mila tonnellate. Il modulo degli alloggi sarà composto da 8 piani e potrà ospitare fino a 350 persone.

Il liquidificatore sarà ancorato a circa 2000 metri di profondità, con l’ausilio di 20 linee di ormeggio dal peso complessivo di 9000 tonnellate. La capacità di liquefazione del gas sarà di 3,4 milioni di tonnellate all’anno. Una volta terminato avrà un record: il primo liquidificatore galleggiante di gas naturale in acque profonde del continente africano.

A settembre 2019 inizieranno le attività di perforazione e completamento dei sei pozzi sottomarini che alimenteranno l’unità di liquefazione. I pozzi avranno una profondità media di circa 3000 metri e saranno perforati in circa 2000 metri di profondità d’acqua. Le attività saranno eseguite dall’impianto di perforazione SAIPEM 12000 e verranno completate entro fine 2020. La produzione di LNG avrà inizio nel 2022.

Impianto Saipem 12000, utilizzato per le perforazioni ENI off-shore

ENI è presente in Mozambico dal 2006 per l’acquisizione di un permesso esplorativo denominato Area 4 ubicato nel bacino offshore del fiume Rovuma nel nord del Paese. Dal 2011 al 2014 sono state scoperte immense risorse di gas naturale nei giacimenti di Coral, Mamba Complex e Agulha, stimate in 2.400 miliardi di metri cubi di gas in posto.

Dall’ottobre 2017, nella provincia di Cabo Delgado, cellule jihadiste hanno attaccato villaggi isolati causando oltre 200 morti. Tra gli ultimi assalti quello del 26 giugno scorso non distante da Palma, dove offshore opera ENI e onshore Exxon Mobil. I terroristi, chiamati dalla popolazione al Shabab, hanno assaltato un villaggio di pescatori uccidendo undici persone, alcune delle quali decapitate.

Vista l’importanza economica e strategica dell’area, il governo mozambicano ha mandato le Forze speciali a protezione della provincia di Cabo Delgado.

Africa ExPress
@africexp

 

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Sandro Pintus

Giornalista dal 1979, ha iniziato l'attività con Paese Sera. Negli anni '80/'90 in Africa Australe con base in Mozambico e in seguito in Australia e in missioni in Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per varie ong, collaborato con La Repubblica, La Nazione, L'Universo, L'Unione Sarda e altre testate, agenzie e vari uffici stampa. Ha collaborato anche con UNHCR, FAO, WFP e OMS-Hedip.

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