AFRICA

Confermato un altro caso di ebola in Congo-K, 17 casi sospetti

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 15 maggio 2017

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha confermato un altro caso di ebola nel Congo-Kinshasa. Finora sono decedute tre persone e dalle analisi del sangue risulta che due di esse sicuramente hanno perso la vita a causa della febbre emorragica. Altre diciasette persone sono attualmente sotto osservazione, perché sospette di aver contratto il virus killer.

Qualche giorno fa l’OMS ha disposto l’invio nell’area colpita dall’infezione di personale altamente specializzato. Le Organizzazioni Medici senza frontiere (MSF) e The Alliance for International Medical Action (Alima) stanno cercando di raggiungere la zona, nel centro della foresta pluviale tropicale.

Régis Billaudel, capo della missione dell’organizzazione non governativa Alima nella ex colonia belga, ha spiegato che la zona è difficilmente raggiungibile. Le strade sterrate sono troppo strette per le autovetture, i collegamenti con questo luogo remoto, poco distante dal confine con la Repubblica Centrafricana, sono possibili solamente con la moto o la barca, dunque è difficile trasportare il materiale medico e le protezioni per evitare il contatto con i malati. “Finora abbiamo inviato il materiale a Buta, capoluogo della provincia del Bas-Uele, che utilizzeremo come piattaforma logistica. Ci auguriamo di poter essere operativi nei prossimi tre giorni per assistere il personale già in loco”, ha sottolineato Billaudel.

Paziente affetto da ebola

Malgrado i molti disagi che comporta, è una fortuna che il virus si sia presentato in un’area remota e non densamente popolata. Il suo diffondersi sarà certamente rallentato.

Ebola è un microrganismo dalla famiglia dei filovirus. A sua volta è suddiviso in quattro sottotipi che prendono in nome dalla zona dove sono stati identificati la prima volta: Zaire, Sudan, Costa d’Avorio e Reston. L’incubazione della malattia è di 7-10 giorni, poi esplode con febbre acuta, cefalea, mialgia, stato di progressiva spossatezza, associata ad esantema, shock e manifestazioni emorragiche cutanee e mucose.

virus ebola

La malattia si manifesta con forte febbre cui presto si aggiunge un’insopportabile emicrania. Più il virus si moltiplica, più attacca gli organi interni che vengono distrutti e praticamente liquefatti. Intervengono vomito inarrestabile, rosso e nero, diarrea rossa e delirio totale. Il viso e il corpo si coprono di macchie scarlatte purulente (anche Edgard Allan Poe, ma con la fantasia, nel suo racconto “La maschera della morte rossa”, aveva descritto una malattia simile). Alla fine tutti gli organi esplodono e l’ammalato muore tra indicibili sofferenze. La mortalità è tra l’ottanta e il novanta per cento.

Il direttore esecutivo della Global vaccine alliance (GAVI), Seth Berkley, ha annunciato che sono a disposizione trecentomila dosi di vaccino contro l’ebola in caso di necessità per evitare una pandemia. Conosciuto con il nome di rVSV-ZEBOV e sviluppato dalla casa farmaceutica Merck, la difesa medica ha dimostrato di essere molto efficacie durante i test clinici e potrebbe essere di importanza vitale per proteggere le persone più vulnerabili.

Durante la terribile epidemia di ebola apparsa nel 2014, che ha colpito prevalentemente la Guinea, Sierra Leone e Liberia, sono morte 11.325 persone, tra loro anche quarantanove del Congo-K.

Cornelia I.Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

Cornelia Toelgyes

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.

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