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Liberato a Londra il generale ruandese accusato di crimini di guerra‏

Speciale per Africa ExPress
Cornelia I. Toelgyes
Quartu Sant’Elena, 10 agosto 2015

Emmanuel Karenzi Karake, capo dell’intelligence ruandese, arrestato a Londra il 20 giugno scorso, in ottemperanza ad un mandato di cattura internazionale emesso nel 2008 dal giudice spagnolo Andreu Merelles , con l’accusa di aver commesso crimini di guerra contro civili (http://www.africa-express.info/2015/06/24/arrestato-londra-generale-ruandese-accusato-di-aver-trucidato-cooperanti-spagnoli/).

Qualche giorno dopo è stato scarcerato dietro il pagamento di una cauzione e messo agli arresti domiciliari, per evitare che lasciasse illegalmente il Paese. Il suo arresto aveva scatenato una crisi diplomatica tra il Ruanda e il governo di Londra. Subito dopo la liberazione, il ministro degli esteri ruandese, Louise Mushikiwabo, aveva annunciato con un twitt la sua gioia per il ritorno a casa di Karake. Aveva aggiunto: “E’ stato un procedimento ingiusto e non necessario”.

Questa mattina un giudice della Gran Bretagna ha rigettato la richiesta di estradizione di Karake in Spagna. Nel mandato d’arresto appaiono quaranta nomi di ufficiali ruandasi, compreso quello di Karake, tutti ritenuti colpevoli di aver commesso crimini di guerra e Karake è anche accusato di essere il mandante dell’assassinio di tre cooperanti spagnoli nel 1997.

Le motivazioni per il suo rilascio seguiranno nei prossimi giorni. Dal punto di vista giuridico sembra ormai chiaro che per poter procedere ad un estradizione in ottemperanza ad un mandato d’arresto europeo, le presunte accuse devono essere considerati reati in entrambi i Paesi, in questo caso in Spagna e in Inghilterra.

Esiste comunque anche una lista con trentadue capi d’accusa per le quali non è richiesta la doppia incriminazione, come per esempio “terrorismo”, ma non così “crimini di guerra”. Infatti il suo team di difensori ha proprio battuto su questo tasto: Karake è stato accusato dalla Spagna di aver commesso crimini di guerra, ma questo capo di imputazione non è compreso nella famosa lista.

Dunque il capo dell’intelligence ruandese non può essere giudicato con la legge britannica per il reato di crimini di guerra, commesso in un altro Paese, come, invece, è possibile in Spagna, le cui leggi si allineano maggiormente alla “giurisprudenza universale”. Ed per questo motivo che i giudici spagnoli possono spiccare mandati d’arresto internazionali contro coloro che ritengono responsabili di crimini contro l’umanità, crimini di guerra, genocidio e tortura.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
@cotoelgyes

Cornelia Toelgyes

Giornalista, vicedirettore di Africa Express, ha vissuti in diversi Paesi africani tra cui Nigeria, Angola, Etiopia, Kenya. Cresciuta in Svizzera, parla correntemente oltre all'italiano, inglese, francese e tedesco.

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