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Kenyatta a Obama: “I diritti dei gay non ci interessano” e poi va tiepido sulla corruzione

Dal Nostro Inviato Speciale
Massimo A. Alberizzi
Nairobi, 25 luglio 2015

Forti differenze di opinioni tra il presidente degli Stati Uniti Barak Obama e il suo omologo keniota che lo ospita a Nairobi, Uhuru Kenyatta. Alla conferenza stampa tenuta dai due leader alla State House, la Casa Bianca locale, l’americano ha sostenuto senza tentennamenti che uno dei temi da affrontare in Africa è la tutela dei diritti delle minoranze. Gli ha risposto il padrone di casa con una frase assai chiara: “In Kenya questo è un non-argomento e quindi non l’affrontiamo”. (Nel video qui sotto il momento in cui il presidente keniota risponde al collega americano). 

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Una risposta alquanto risibile giacché i diritti delle minoranze non sono considerati mai diritti per chi detiene la maggioranza. E’ compito di un vero statista occuparsi proprio di chi non ha voce o non è rappresentato: altrimenti tutti sarebbero felici e contenti.

Altro tema su cui i la sintonia è venuta a mancare è la corruzione, endemica in Africa, che danneggia non solo l’economia ma la struttura sociale di un Paese. Alla domanda precisa di un giornalista keniota Obama ha risposto con dettagliata precisione: “Non è il modo giusto per governare il business. Se il 5 o il 10 per cento di un affare finisce in tasche dove non dovrebbe finire occorre reagire perché il risultato finale è un impedimento e un danno alla crescita economica del Paese”. (Guarda il video qui sotto). Generoso Obama con un Paese dove la corruzione è ben oltre il 10 per cento di tangente e le infrastrutture spesso non vengono realizzate perché il denaro stanziato finisce nelle tasche di politici e funzionari, che se lo spartiscono con omertosa complicità.

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Ovviamente un grande tema dell’incontro è stato il terrorismo, soprattutto quello somalo degli shebab. Gli Stati uniti hanno annunciato un maggiore impegno nell’ex colonia italiana, dove per altro stanno dando alle forze dell’AMISOM, il contingente militare dell’Unione Africana un grande aiuto, non solo logistico, ma anche militare dato che i droni a stelle e strisce colpiscono in continuazione obiettivi mirati.

Oggi per tutto il giorno elicotteri americani hanno pattugliato il cielo di Nairobi, passando anche rasente ai tetti, mentre l’illuminazione nuova di zecca, fiore all’occhiello da mostrare a Obama, è in parte già collassata, per esempio sulla Muthaiga road, una delle strade più eleganti della capitale dove c’è la residenza dell’ambasciatore americano, Robert Godek.

L’illustre ospite si è recato in visita al giardino/memoriale (video qui sotto) che è sorto al posto dell’ambasciata americana distrutta da un attentato messo a segno il 7 agosto 1998 da Al Qaeda, che allora era un’organizzazione poco conosciuta. I morti erano stati 224 cittadini kenioti e 12 americani. I congiunti dei primi hanno consegnato a Obama una lettera di protesta: “Le famiglie delle vittime USA sono state indennizzate, noi no”!

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Al di là dei diritti dei gay e della lotta al terrorismo, la visita di Obama si è incentrata soprattutto sull’economia. Abbiamo già riferito del discorso tenuto al summit degli imprenditori africani inaugurato dai due presidenti http://www.africa-express.info/2015/07/25/obama-allonu-apre-il-summit-degli-imprenditori-africani-siete-il-futuro-del-pianeta/ . Nel pomeriggio però il presidente ha ancora battuto il chiodo sul tema. “Il Kenya è un Paese leader nella crescita economica, ma ci vogliono alcuni aggiustamenti. Uno dei traguardi è l’elettricità per tutti. E voi siete all’avanguardia con un progetto di produzione energetica pulita e compatibile con l’ambiente”.

Probabilmente Obama non sa che gran parte di quel progetto eolico all’avanguardia sul lago Turkana doveva essere realizzato con turbine (ben 365) italiane, ma la società chiamata a produrle ha rinunciato. Non fidandosi dei kenioti e della loro serietà e attendibilità. Un grosso errore che forse dovrebbe fare riflettere anche Matteo Renzi. Africa ExPress racconterà questa vicenda in un prossimo articolo. Sarà l’impianto eolico più grande di tutta l’Africa e il secondo per produzione elettrica al mondo.

Infine Obama ha promesso lo stanziamento di un miliardo di dollari, reperiti da associazioni filantropiche e da banche, a favore degli imprenditori africani e poi ha puntualizzato: “La metà di questi soldi saranno riservati a donne e giovani”.

Massimo A. Alberizzi
massimo.alberizzi@gmail.com
twitter @malberizzi

maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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