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Non solo pallottole e bombe. In guerra un’altra arma: lo stupro

Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
11 maggio 2014
Violenze sulle donne, stupri: vere e proprie armi durante i conflitti. Tematica al centro di un vertice che si tiene a Londra in questi giorni cui partecipano oltre cento paesi: i protagonisti del summit sono Angelina Jolie e il segretario agli affari esteri britannico William Hague .

L’attrice, in qualità di inviata speciale dell’ONU ha sottolineato: “Si sa, lo stupro, la violenza sulle donne, è  usato come una vera e propria arma finalizzata a colpire la popolazione civile.  I governanti, i politici devono perseguire stupratori, coloro che terrorizzano  le persone più vulnerabili. Questo problema va affrontato seriamente”.

La Jolie e Hague hanno in programma di preparare un protocollo internazionale per rafforzare le persecuzioni nei confronti degli stupratori.

L’attrice, durante le sue visite in paesi in guerra, ha avuto occasione di parlare con molte vittime di abusi sessuali.  “Vivono in campi per rifugiati, in zone bombardate, in zone dove non esistono leggi e nemmeno la minima speranza che giustizia venga fatta.  Sono abbandonate a se stesse, sole con il loro dolore, non sanno a chi rivolgersi. Nessuno le protegge – ha detto la Jolie, aggiungendo – e questo deve finire. E’ necessario dare assistenza a chi ha subito tali violenze. Non devono più essere lasciati soli”.

Giovedì Hague ospiterà un altro meeting in cui si parlerà del rapimento delle ragazze in Nigeria, rivendicato dal gruppo Boko-Haram. Vi parteciperanno delegazioni dalla Nigeria e paesi limitrofi.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
twitter: @cotoelgyes

 

 

maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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