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La draconiana legge antigay varata in Nigeria mette tutti d’accordo: cristiani e musulmani

Nostro Servizio Particolare
Cornelia I. Toelgyes
19 gennaio 2014
La Nigeria è una confederazione di 36 stati; i cristiani rappresentano il 40 per cento della popolazione, i musulmani il 50 per cento, mentre gli animisti il 10 per cento. Molto spesso i vari gruppi religiosi sono in lotta tra loro. Migliaia di morti ogni anno (vedi anche nostri articoli su africa-express.info: Boko Haram e altre guerre di religione), ma questa volta sono tutti – o quasi – d’accordo: il 90 per cento della popolazione nigeriana – secondo un sondaggio – è contraria alle unioni tra persone dello stesso sesso.

Forte dell’opinione pubblica, il presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha firmato le nuove draconiane norme anti-gay nei giorni scorsi. “Questa legge è in linea con ciò che il nostro popolo ha espresso. Rappresenta i nostri credo religiosi, i nostri valori e la nostra cultura”, conferma Reuben Abati, portavoce del presidente.

La corruzione sfrenata è endemica nel Paese, ma il presidente non ci pensa neanche a varare una legge che possa severamente punirla. No, la priorità sono le norme per colpire gli omosessuali, mentre il Paese è governato da una classe politica rapace quanto imbelle.

Amensty Internatonal ed altri gruppi che operano nella difesa dei diritti umani hanno subito preso posizione. E’ una legge discriminante che porta conseguenze catastrofiche per gay, lesbiche, bisessuali, trans. La legge prevede fino a 14 anni di detenzione per coloro che contraggono unioni dello stesso sesso anche all’estero e 10 anni per coloro che sono iscritti ad associazioni gay o mostrano la loro “diversità” in pubblico.

Anche il segretario generale dell’ONU Ban-Ki-Moon ha espresso le sue preoccupazioni a proposito delle leggi anti-gay nigeriane e sottolinea che la minoranza dei cittadini con preferenze sessuali diverse sono a rischio di non poter usufruire dei diritti civili essenziali.

La polizia dello stato del Bauchi ha già arrestato 11 uomini gay nelle ultime settimane, come confermato dal capo della commissione per la Sharia, Mustapha Baba Ilea, il quale però sottolinea (bontà sua) che nessuno di questi 11 uomini è stato torturato o picchiato.

Mentre Dorothy Aken’Ova, direttore esecutivo dell’International Centre for Reproductive Health and Sexual Rights, centro che, tra l’altro, da anche assistenza legale agli omosessuali, riferisce che durante il periodo di Natale la polizia ha arrestato quattro uomini, torturandoli, per estorcere nomi di altri, appartenenti a gruppi ed organizzazioni gay.

Non ha dato dettagli sulle torture subite dai detenuti, ma aggiunge che nel frattempo ne sono stati arrestati altri 38 e altri 168 sono ricercati.

La Nigeria è un paese con una forte incidenza di AIDS. I più colpiti sono i cittadini con preferenze sessuali diverse. Con la nuova legge i sieropositivi potrebbero non poter più accedere alle cure essenziali, alla prevenzione, senza essere segnalati.

Siamo tornati al periodo dell’Inquisizione in molti paesi africani. Inquisizione in chiave moderna, i risultati saranno forse anche peggiori.

Cornelia I. Toelgyes
corneliacit@hotmail.it
twitter @cotoelgyes

maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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