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Il Marocco e la primavera araba non violenta

Alla Bit, la Borsa Internazionale del Turismo di Milano dove si incontrano operatori del settore è arrivato anche il ministro del turismo del Marocco, paese che conta parecchio sul mercato italiano, il quinto in ordine di importanza e per volume d’affari. Lahcen Haddad si è intrattenuto brevemente con Africa-exPress. “Gli italiani in Marocco entrano senza visto e se viaggiano in un gruppo di più di 8 persone non hanno bisogno neppure del passaporto: è sufficiente la carta d’identità”.

“Ora per arrivare giù da noi non si sono solo le compagnie di bandiera, Alitalia e Royal Air Maroc, ma anche compagnie low coast come Ryanair”. “Con l’Italia – continua il ministro – abbiano un rapporto privilegiato. Voi avete una storia lunga storia e anche noi possiamo vantare qualcosa di simile, anche se non altrettanto corposa. Vengo sempre volentieri in Italia dove incontro amici che conosco da diversi anni”.

Ma dopo la parte turistica, stimolato sulla politica marocchina il ministro Haddad non si tira indietro. I Paesi islamici fanno in questo momento paura ai turisti. Certo, il Marocco non conosce i fenomeni fondamentalisti che affliggono alcuni dei suoi vicini ma, si sa, spesso la gente fa di tutte le erbe un fascio. ”Noi – spiega Haddad – abbiamo fatto una rivoluzione consensuale che non ha paragoni nel mondo arabo. La primavera c’è stata anche da noi, ma non è stata violenta e quindi con pochi riconoscimenti mediatici. Le riforme si articolano essenzialmente in 5 punti: i poteri del primo ministro sono stati aumentati e consolidati, rinforzati anche quelli del parlamento, soprattutto nel suo ruolo di controllo, riconoscimento della separazione dei poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, accettazione incondizionata e entusiastica della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, riconoscimento della complessità etnica, politica e religiosa del Marocco”.

“Quest’ultimo punto – spiega Haddad – è assai importante. Il Marocco prima era un’entità monolitica, islamica e araba. Riconoscere le varie identità è stato un passo fondamentale”.

Il Marocco anni fa aveva chiesto l’adesione all’Unione Europea: “Non ci volete perché geograficamente siamo africani – sorride senza rancore Haddad –, ma noi stiamo lavorando per avere relazioni sempre più strette con l’Europa. Siamo legati al mondo che c’è al di là dello stretto di Gibilterra”.

Paura del terrorismo? “No, no assolutamente. Certo occorre stare attenti e prevenirlo, perché è un cancro, una minaccia odiosa. I nostri servizi di intelligence collaborano attivamente con quelli occidentali. Noi promuoviamo l’islam moderato e tollerante, cioè quello vero. Ma lo sa che il Primo Ministro ha inaugurato la sinagoga di Fez  la cui ristrutturazione è stata finanziata dal re?”

Massimo A. Alberizzi
massimo.alberizzi@gmail.com
twitter @malberizzi

Nella foto in alto il ministro del turismo del Marocco, Lahcen Haddad. Le altre vedute di Marrakesh sono di Olga Piscitelli, giornalista che vive e lavora in Marocc(per ua gentile consessione)

maxalb

Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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