Published On: Tue, Sep 26th, 2017

Africa sempre più omofoba: con pene fino all’ergastolo e alla morte

francoDal nostro Corrispondente
Franco Nofori
Mombasa, 22 settembre 2017

Non è considerata una semplice tendenza diversa da quella eterosessuale, in una larga parte dell’Africa i tapporti intimi tra persone dello stesso sesso, sono ancora considerati disgustose peversioni come la pedofilia, l’incesto e altre aberranti pratiche a sfondo sessuale. Aspramente censurata da quasi tutte le grandi religioni monoteiste, l’omosessualità è anche ritenuta, in Africa, una tra le principali cause di diffusione dell’HIV e delle epatiti. Questo fa si che le severe leggi promulgate per combatterla, trovino ampi consensi nella popolazione continentale.

Nei regimi di più ortodossa ispirazione islamica, si arriva anche alla morte per lapidazione, eseguita nel tripudio popolare, fatto, questo, abbastanza paradossale visto che i maggiori casi di sodomia, si verificano proprio in quelle regioni dove le ferre regole di comportmento prematrimoniale costringono gli uomini a strette frequentazioni tra loro,  portandoli così a cedere agli impulsi del proprio testosterone. Questi rapporti omosessuali, pur se condotti con una parvenza di discrezione, sono ben noti alla società che li tollera nel silenzio, ma come ha recentemente rivelato un documentario della BBC, in qualche paese, come Pakistan ed Afganistan, alcuni uomini, benché regolarmente ammogliati, non disdegnano di mostrare pubblicamente e con orgoglio, il giovane amico che soddisfa la loro bisessualità.

Dimostranti africani invocano la pena di morte contro la sodomia

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Ma se il mondo islamico presenta queste ipocrisie, non è molto di diverso quello cristiano, soprattutto cattolico, dove la regola del celibato impone a preti e suore un’esclusivsa convivenza tra loro con totale rinuncia a soddifare i naturali bisogni sessuali, così che anche tra coloro che nella vita laica sarebbero stati eterosessuali, la frustazione di questa rinuncia li porta sovente ad utilizzare dei surrogati, come i molti scandali di violenza sessuale imputati alla chiesa cattolica nel mondo, hanno dimostrato.

In Italia, benché dopo il regime fascista, nessuna specifica norma di legge prevedesse punizioni per gli omosessuali, fino ai tardi anni ’60 la “Buon Costume” compiva frequenti retate nei luoghi di ritrovo dei gay, arrestandoli e denunciandoli con il ricorso ad accuse di comportamenti contro la morale o per l’utilizzo di abbigliamento improprio concepito per il sesso opposto. Se quindi l’evoluto mondo occidentale, è solo recentemente pervenuto alla liberalizzazione delle tendenze sessuali, è facile comprendere quanta strada debbano ancora fare in questa direzione le neonate democrazie africane. 

O in forza di specifiche leggi o a causa dell’intolleranza religiosa, quasi tutti i paesi africani rendono la vita davvero difficile agli omosessuali. Tra questi uno dei regimi più accaniti è quello tanzaniano che non si limita solo ad incarcerare i gay, ma per bocca del suo ministro degli interni, Mwigulu Nchemba, ha annunciato che verranno perseguiti anche i membri di tutti gli organismi, locali ed internazionali, che li proteggono, estendendo questa minaccia anche a chi intrattiene contatti con i gay sui social network di internet (http://www.africa-express.info/2017/09/17/caccia-al-gay-tanzania-arrestati-venti-omosessuali-dodici-donne-e-otto-uomini/)

Perfino il Ghana, ritenuto un esempio di illuminata amministrazione africana, con cui l’ex presidente americano Barak Obama si era pubblicamente complimentato, mostra di cedere alla stessa omofobia e punisce con l’arresto e la detenzione chiunque abbia praticato un “innaturale atto carnale” con persone dello stesso sesso. Peggio ancora fa il Gambia dove l’ex presidente Yahya Jammeh, defenestrato meno di un anno fa,  aveva orgogliosamente dichiarato che avrebbe fatto precipitare “la cancrena omosessuale giù nella fogna e da lì fino alla cloaca dell’inferno!”. Ai gay “recidivi” in Gambia spettava, infatti, la condanna all’ergastolo. “Li scoverò ad uno ad uno e li farò fuori!”, aveva anche aggiunto l’irruente ex capo di stato africano. (http://www.africa-express.info/2014/05/22/il-presidente-del-gambia-vorrebbe-uccidere-gay-e-lesbiche/) (http://www.africa-express.info/2014/01/24/nigeria-aperta-la-caccia-ai-gay-piu-importante-che-affrontare-la-guerra-alla-corruzione/)

Nigeria: due gay sfidano il rischio di arresto scambiandosi effusioni in pubblico

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Altri paesi, come Nigeria, Uganda e Kenya, hanno promulgato leggi persecutorie contro le pratiche omosessuali, perché queste sarebbero un disgustoso e corrotto retaggio delle potenze coloniali con cui l’Occidente si prefiggerebbe di infettare, con i sui vizi, le “giovani e vigorose popolazioni africane”(Daniel Arap Moi, ex presidente del Kenya). In realtà questo assunto è tutt’altro che vero, anzi: è esattamente vero il contrario. Dai rapporti dei primi missionari che approdarono in Africa, si apprende che le popolazioni locali erano dedite ad attività sessuali del tutto libere e spregiudicate, che imbarazzavano fortemente l’ottocentesco perbenismo europeo. Fu proprio l’ingresso delle religioni cristiane, insieme all’esasperato bacchettonismo vittoriano, che fecero nascere in Africa una profonda repulsione per la pratica omosessuale. (http://www.africa-express.info/2014/08/06/uganda-la-corte-costituzionale-cancella-la-legge-anti-gay/) (http://www.africa-express.info/2014/02/03/le-severe-legge-anti-gay-uganda-e-nigeria-spaccano-la-chiesa-anglicana/)

In quasi tutti questi Paesi, l’atto sessuale tra persone appartenenti allo stesso sesso, è considerato un “atto contro natura” e quindi equiparato all’accoppiamento incestuoso o con animali. Da qui la gravità delle pene inflitte. Ma al di là delle norme di legge, ciò che in Africa rende davvero difficile la vita degli omosessuali, è la feroce avversione popolare che spesso fa loro subire atti cruenti di giustizia sommaria.

Del resto, malgrado le recenti leggi che la tutelano, la stessa società occidente è ancora ben lontana da una serena accettazione dell’omosessualità.

Franco Nofori
franco.kronos1@gmail.com
@Franco.Kronos1

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- Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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