Published On: Mon, Sep 11th, 2017

Bamburi, Kenya: Strabiliante intervento di uno stregone che fa ritrovare un’auto rubata

francoDal nostro Corrispondete
Franco Nofori
Mombasa, 07 settembre 2017

Un’attonita folla di curiosi nel villaggio di Bamburi, contea di Mombasa, ha questa mattina potuto godere di uno spettacolo davvero insolito. Due individui totalmente nudi e ricoperti di fango, l’uno con un serpente al collo e l’altro con un tablet in mano, si aggiravano instupidi, barcollanti e accennando scoordinati passi di danza, lungo la Mtambo road, una stradina interna del villaggio. Il traffico è stato a lungo bloccato mentre gli spettatori scattavano foto e video della curiosa esibizione.

Nel giro di poche è arrivata sul posto la polizia accompagnata da alcuni agenti del Kenya Wildlife Service che hanno recuperato il grosso rettile, probabilmente non velenoso. I due sono poi stati portati presso la stazione di polizia di Bamburi dove è stato richiesto l’intervento dello stregone che aveva prodotto “l’incantesimo” affinchè restituisse alle  sventurate vittime le necessarie facoltà mentali per poter essere interrogate dagli inquirenti.

Due uomini con serpente, Bamburi, Mombasa

Due uomini con serpente, Bamburi, Mombasa

La sconcertante vicenda ha avuto inizio cinque giorni fa quando, alla stazione di polizia di Kiambeni, si presentava una donna disperata per denunciare il furto della propria auto. Poco dopo, la donna, consigliata da un’amica e forse scarsamente fiduciosa del ritrovamento dell’auto da parte della polizia, decideva di chiedere l’intervento di uno stregone il quale, contro il pagamento di una parcella di centomila scellini, lanciava un sortilegio contro chiunque fosse venuto a contatto con l’auto in questione.

Il tutto dovrebbe far sorridere, ma il fatto è che i due arrestati sembravano essere andati davvero fuori di senno. Scesi improvvisamente dall’auto rubata, si erano totalmente spogliati ed uno dei due avvolgendosi un serpente intorno al collo, pare inviato dallo stregone, iniziava ad imbrattarsi di fango e a ballare, immediatamente imitato dal complice. L’artefice del sortilegio ha chiesto agli agenti di poter condurre i due presso la sua abitazione per poter procedere al rito che avrebbe loro restituito il senno. Lo stregone ha anche esortato chiunque altro avesse, volontariamente o involontariamente toccato l’auto in questione, di prendere immediato contatto con lui o con la polizia, per poter essere liberati dallo stesso sortilegio.

L’Africa, anche in questo caso, si conferma regina delle contraddizioni. L’attività di stregoni, di streghe e di riti magici, in Kenya à formalmente proibita dalla legge, ma è risaputo che vi ricorrono quasi tutti, comprese anche influenti personalità politiche e ne fa frequente uso la stessa polizia che, nella fattispecie, ha già posto in custodia i due sospetti colpevoli, ritenuti tali senza l’ausilio di prove circostanziate, ma basandosi sempliemente sulle dichiarazioni dello stregone.

Difficile, per noi occidentali, vincere lo scetticismo e trovare il giusto modo di porsi di fronte a questi inesplicabili eventi, anche quando questi si compiano sotto i nostri occhi. Secoli di ferreo raziocigno hanno creato una barriera, spesso insormontabile, che non ce ne consente l’accesso, salvo la tendenza a liquidarli come impossibili perché non compatibili con la scienza e la logica che sono alla base della nostra cultura. Del resto come accettare l’esistenza di fenomeni sovrapersonali, quando le credenze che li sostengono spesso si confutano l’una con l’altra?

Un esempio viene dalla cultura tribale kikuyu, oggi l’etnia più progredita del Kenya, che non più lontano degli anni ’40, riteneva che i bimbi nati da un parto podalico fossero maledetti da Ngai, il loro dio, e come tali dovevano essere posti fuori dalla capanna affinchè diventassero pasto per le iene. Invece, quando lo spietato generale spagnolo, Francisco Pizzarro, conquistò nel 1500 l’odierno Perù, facendo una tremenda strace degli Inca che lo abitavano, constatò con sorpresa che i figli nati da parto podalico venivano, da quel popolo, considerati prediletti dagli dei e destinati ad un futuro radioso. Quindi venivano allevati con cura e dedizione straordinarie per non irritare le divinità sotto la cui tutela erano nati.

Insomma, l’insondabile mistero cosmico è tale proprio perché sfugge alla nostra analisi e non può che lasciarci muti e sconcertati davanti a tutto ciò che non sappiamo spiegare.

Franco Nofori
franco.kronos1@gmail.com
@Franco.Kronos1

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- Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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