Published On: Thu, Aug 3rd, 2017

Inaugurata l’enorme base militare cinese a Gibuti: il teatro africano ha un nuovo attore

Africa ExPress
Gibuti, 2 agosto 2017

Il 1° Agosto 2017, in coincidenza con il novant’anni della costituzione dell’esercito popolare della liberazione, la Cina ha inaugurato a Gibuti, nel Corno d’Africa, la prima base militare costruita fuori dai propri confini nazionali. La breve, ma significativa cerimonia è stata presieduta dall’ammiraglio Tiang Zhong, numero due della marina di Pechino, alla presenza del ministro della Difesa di Gibuti, Ali Hassan Bahdon, accompagnato dal proprio capo di Stato maggiore generale, Zakaria Cheikh Ibrahim. Ad eccezione di quello giapponese, erano presenti tutti rappresentanti della folta comunità militare e diplomatica che insiste nel piccolo Paese africano.

Base cinese 1a

L’Italia era rappresentate dal comandante della nostra base di supporto, che ormai da qualche anno opera in quella parte dell’Africa. E al pari di quella italiana, anche quella cinese è destinata essenzialmente ad attività di supporto.

Il Paese del Dragone accompagna ormai da anni la propria penetrazione economica con iniziative spiccatamente militari; ne sono prova la forza navale stabilmente dislocata dal 2008 nel Golfo di Aden in chiave antipirateria e il considerevole contributo della missione di peacekeeping in Sud Sudan sotto bandiera ONU.

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, il vero significato della presenza militare cinese a Gibuti con un’infrastruttura che sembra in grado di ospitare fino a cinque – seimila soldati, sarà tutto da scoprire.

Base cinese 2a

E’ certa la difesa degli enormi interessi economici, presenti non solo nella regione, ma nell’intero continente, così come è ormai chiaro l’aver scelto Gibuti come gateway dei flussi mercantili da e per l’Africa.

La maggioranza degli analisti internazionali, però, inquadra tale dimostrazione di capacità militare quale elemento fondamentale nella promozione della Cina a potenza globale. 

Con l’apertura della sua prima base militare all’estero Pechino è al battesimo del fuoco. Diventa protagonista in un campo fino ad oggi limitato e circoscritto. Una scommessa tutta da giocare ed un elemento nient’affatto da sottovalutare dagli altri attori importanti del mondo

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- Corrispondente dall'Africa, dove ho visitato quasi tutti i Paesi

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